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Conference League, ancora in corsa le squadre dei top 5 campionati europei: è la prima volta

Italia, Inghilterra, Spagna, Germania e Francia hanno tutte portato la propria rappresentante ai quarti di finale: non era mai successo

Per il quarto anno consecutivo, la Fiorentina disputerà i quarti di finale di Conference League. Tra grandi cavalcate e sconfitte brucianti, la squadra viola è ormai un habitué della terza competizione europea, una regina senza corona. Ne hanno viste un po’ di tutte i gigliati, da eliminazioni a sorpresa a protagoniste inattese. Tutte, tranne una: nelle prime quattro edizioni, infatti, non era mai successo che, arrivati ai quarti di finale, fossero ancora in corsa squadre di tutti e cinque i campionati europei più prestigiosi: Italia, Inghilterra, Spagna, Germania e Francia.

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STOP AL RIPESCAGGIO. La giovanissima storia della Conference League può già vantare due ere: la prima, quella a 32 squadre, con i classici otto gironi all’italiana e il ripescaggio delle terze classificate nei gruppi dell’Europa League; la seconda a 36 squadre, con un unico maxi-girone e, soprattutto, nessun ripescaggio. Questo sta a significare che, nelle prime tre edizioni, i top 5 campionati – a cui da regolamento spetta un solo posto – in alcuni casi sono stati rappresentati da più di una squadra, beneficiando del ripescaggio dall’Europa League. Per esempio, nell’edizione 2022/23 – la prima partecipazione della Fiorentina – l’Italia schierò dai playoff di febbraio anche la Lazio, terza in Europa League e poi eliminata agli ottavi. Dinamica che non si può più riproporre a partire dall’edizione 2024/25, prima stagione dopo la riforma e l’abolizione del ripescaggio: adesso le squadre dei top 5 campionati possono contare su una squadra e una soltanto, dall’inizio al termine della competizione. Un aspetto che rende ancora più interessante il nostro dato.

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TUTTE IN CORSA. Per la prima volta, dicevamo, tutti e cinque i migliori campionati europei hanno una propria rappresentante ai quarti di finale: Fiorentina, Crystal Palace, Rayo Vallecano, Mainz e Strasburgo. Tutte ancora in corsa per la finale di Lipsia. Nelle prime quattro edizioni, a questo punto della competizione, i ‘Top 5’ ancora in gioco non erano mai stati più di tre: Italia e Inghilterra hanno sempre avuto una squadra ai quarti, mentre la Francia non li aveva raggiunti soltanto nella scorsa stagione, con il Lens eliminato addirittura ai playoff di agosto. Per la Spagna, invece, la cavalcata del Betis fino alla finale della scorsa edizione è stata una prima volta: in precedenza, il miglior risultato erano stati gli ottavi di finale raggiunti dal Villarreal nel 2022/23. Il paese ad aver finora mostrato minore feeling con la Conference League è senza dubbio la Germania, che curiosamente prima del Mainz non aveva mai raggiunto nemmeno gli ottavi.

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QUANTITÀ O QUALITÀ? Un dato che dà valore al ‘poker’ della Fiorentina, dimostrando come arrivare in fondo alla Conference League non sia così scontato, come in molti hanno spesso sostenuto. Squadre quotate, di valore simile o persino leggermente superiore ai viola (Lazio, Villarreal, Betis al primo tentativo, Eintracht Francoforte), sono cadute ben prima delle battute finali. Va anche considerato che, se si guarda al livello delle squadre dei ‘Top 5’ presenti quest’anno, l’edizione in corso è probabilmente la meno blasonata fino a ora: eccezion fatta per la Fiorentina, le altre quattro compagini sono squadre con scarsissima tradizione europea. Un aspetto che va un po’ a controbilanciare l’en plein di cui sopra: peggio la quantità o la qualità?


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