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Compattezza e rapidità: quali insidie attendono i viola giovedì? L’analisi tattica del Palace

La sfida di coppa si giocherà sul piano dell’intensità e della sagacia tattica: la Fiorentina è chiamata a un difficile test

Quali insidie attendono i viola per la sfida di Conference? Il Crystal Palace di Oliver Glasner ha un’identità precisa, quasi rigida nei suoi principi. Niente fronzoli, poca gestione prolungata del pallone: è una squadra costruita per essere efficace più che bella, e soprattutto per colpire nei momenti giusti, che tenta la verticalità in un 3-4-3 compatto e forte sulle fasce.

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COSTRUZIONE E DIFESA. In fase di costruzione, il Palace palleggia per attirare la pressione avversaria, con l’idea chiara di aprire spazi e poi attaccarli in verticale. Prima il punto di riferimento in difesa era Guehi, capitano e baluardo della squadra, poi ceduto al City a gennaio. Adesso, gran parte di questo lavoro è affidato all’americano Chris Richards, giocatore che si è preso sempre più spazio nella formazione londinese. Da tenere d’occhio anche Lacroix, difensore ex-Wolfsburg molto rapido e tecnico che potrebbe “ingabbiare” Piccoli in un duello corpo a corpo.

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VERTICALITÀ (E MATETA). Quando la linea di pressione si alza, ecco che arriva subito la giocata in avanti: diretta, veloce, spesso verso la punta Mateta, chiamata a fare da riferimento e a far salire la squadra. Il francese è reduce da una stagione passata di gran livello, che gli è valsa anche la convocazione in nazionale, ma i suoi numeri quest’anno non sono così eccezionali (9 reti in tutte le competizioni). Il Milan lo aveva praticamente già acquistato a gennaio, ma la trattativa è saltata per i noti problemi al ginocchio del centravanti francese. Tuttavia, sarà l’uomo da tenere d’occhio per la sfida di giovedì, a meno che non lasci il passo al norvegese Jorgen Strand Larsen, che ha caratteristiche simili ma è meno rapido in profondità.

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LATERALI. Il cuore del sistema, però, sono le corsie laterali. I quinti si alzano tantissimo e diventano veri protagonisti della fase offensiva: spingono, attaccano la profondità e riempiono l’area. È da lì che nascono molte delle occasioni migliori, spesso attraverso cambi di gioco rapidi che servono a liberare il lato debole e mandare fuori giri la difesa avversaria. Negli ultimi metri il Palace non cerca giocate elaborate, ma situazioni semplici e rapide: combinazioni strette, inserimenti e palloni messi velocemente in area. In questo, è utilissimo il lavoro di Munoz e Mitchell, che oltre a essere due laterali molto rapidi e resistenti, possiedono anche una notevole abilità nei cross. Un altro pericolo potrebbe arrivare dal gallese Johnson, arrivato dal Tottenham nel mercato di riparazione: un giocatore poco appariscente ma molto efficace, che non segna molto ma si esalta spesso in partite importanti, come la finale della scorsa Europa League, decisa proprio da una sua rete. 

FASE DI NON POSSESSO. Senza palla, invece, la squadra cambia volto. Il pressing non è continuo né ossessivo: viene usato a tratti, più per indirizzare il gioco che per recuperare immediatamente il pallone. Molto più spesso il Palace preferisce abbassarsi, restare compatto e difendere con ordine. Ed è proprio qui che si vede la mano di Glasner: linee strette, pochi spazi tra i reparti e difensori pronti ad accorciare in avanti. Un sistema che rende la squadra difficile da affrontare e che diventa la base perfetta per ripartire appena riconquistato il pallone. Naturalmente, qualche rischio c’è. L’aggressività dei difensori può aprire spazi alle loro spalle, soprattutto quando escono in anticipo. E contro squadre tecniche, capaci di muovere velocemente il pallone, questo può diventare un problema. Tradotto: vietato ripetere una prestazione come quella di Verona. 

La Fiorentina dovrà essere brava a servire buoni palloni davanti a Piccoli (visto che l'assenza di Kean sembra quasi scontata a questo punto), e sfruttare in questa specifica circostanza la bravura di Fagioli nel muoversi in tasche di campo difficilmente leggibili. In questo, il 44 dovrà essere ben spalleggiato da chiunque sia il suo compagno di reparto, tenendo a mente che il centrocampo a due del Palace (composto da due centrocampisti dinamici e arcigni come Hughes e Lerma) è comunque in svantaggio numerico rispetto a quello dei viola, e che questo potrebbe portare uno dei tre difensori a uscire dalla sua “zona di comfort” per venire dentro al campo. Sulle fasce invece potrebbero nascere duelli interessanti: occhio al senegalese Sarr (autore di 5 reti in 8 presenze in Conference), osservato speciale tra i vari esterni offensivi del Palace.


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