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Commisso al bivio: club sotto attacco dopo la sconfitta di Atene

Duro comunicato della Fiesole e voci incontrollate sulla cessione, il patron viola parlerà di tutto nella conferenza di martedì

Dagli osanna alla contestazione, nel giro di un paio di giorni. Dalle lacrime di commozione sotto la curva viola ad Atene, al fastidio per gli attacchi ricevuti dagli ultras. Rocco Commisso non se l’aspettava. Di sicuro, non dopo aver ricevuto solo affetto nella trasferta greca.

Scrive la Repubblica. Dopo la pesante sconfitta contro l’Olympiacos ha scelto il silenzio. Ma martedì, in una conferenza stampa al Viola Park, e a mente un po’ più fredda dopo la cocente delusione in Conference, parlerà. Di futuro, di programmi, di Fiorentina.

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E non solo per rispondere al duro comunicato della curva Fiesole che — dopo essersela presa con la squadra appena finita la finale di Atene — gli ha chiesto a chiare lettere, e con toni mai usati prima nei cinque anni di gestione Commisso, «investimenti» e «chiarezza», perché «Firenze merita di più».

Di fatto, i tifosi sperano che la reazione del presidente porti a un rilancio

E ad avere una squadra in grado di vincere partite come quella di Atene e migliorare una posizione in classifica che negli ultimi anni ha visto la Fiorentina sempre lontana dalle posizioni più importanti. Commisso però ha dimostrato che quando si sente sotto assedio, reagisce d’impulso.

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Lo ha fatto coi giornalisti, con la politica, coi presidenti avversari, coi procuratori. Il rischio insomma è che il tonfo greco diventi uno spartiacque nella sua storia a Firenze. «I conti si fanno alla fine e la fine è arrivata — ha scritto la Fiesole sulla pagina Facebook «Fuori dal Coro» — Avevamo promesso sostegno incondizionato.

Sostegno che purtroppo non è stato ripagato, in primo luogo dalla società, che nel mercato di gennaio, non ha avuto né la voglia né il coraggio di andare a migliorare una squadra inaspettatamente quarta. In secondo luogo da alcuni giocatori che con un atteggiamento indegno sono complici del fallimento».

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Sui social nel frattempo, impazza il tam tam. I contestatori dell’operato della dirigenza si moltiplicano, ma soprattutto si rincorrono voci incontrollate di cessione imminente del club. Uno scenario più volte escluso dallo stesso Commisso, anche se è innegabile che gli eventi, anche tragici, degli ultimi mesi abbiano complicato i piani del club.

Che senza Barone ha perso un punto di riferimento e che ora, con l’addio imminente di Italiano, è chiamato a una profonda rifondazione. Senza alcuna certezza sul caso stadio e senza gli introiti che avrebbe garantito la qualificazione in Europa League: «Siamo convinti — continua la Fiesole — che la sconfitta sia frutto di una pessima gestione sportiva.

Ora la pazienza è finita. È arrivato il momento delle risposte, e pretendiamo che la presidenza chiarisca quali siano i reali obiettivi della Fiorentina, perché Firenze non festeggia per degli ottavi posti. Presidente Commisso, siamo arrivati ad un bivio: non esistono più vie di mezzo.

É il momento di investire seriamente affidandosi a dirigenti competenti». «I tifosi sono i miei monumenti», aveva detto il presidente appena mercoledì scorso in mezzo al Fan Festival di Atene. Ora invece, quel senso di comunità viola a cui tanto ha sempre tenuto Commisso, traballa come non mai.

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