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Clemenza: «Kean è fortissimo, felicissimo per Fagioli. Grosso sarebbe una bella scelta»

L'attuale giocatore delle Dolomiti Bellunesi a Radio Bruno su alcuni suoi ex compagni e sul suo ex allenatore

Otto anni nel settore giovanile della Juventus e adesso in Serie C alle Dolomiti Bellunesi, Luca Clemenza è intervenuto ospite a A Pranzo con il Pentasport su Radio Bruno. Durante la sua esperienza in bianconero è stato allenato da Fabio Grosso e ha giocato con Nicolò Fagioli, Rolando Mandragora e Moise Kean, dalla cui stagione deludente è partito nel suo commento: «Io l'ho conosciuto da ragazzino, quando ci approcciavamo nel mondo dei grandi. La stagione di quest'anno per la Fiorentina non è stata semplice, un attaccante lo accusa. È un giocatore molto forte, si vedeva fin da piccolo che fosse superiore agli altri. Quando ritornerà al massimo della forma, dimostrerà di essere un attaccante molto molto forte».

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RAPPORTI. «Ultimamente non l'ho sentito, ma so che lui a Firenze si è trovato benissimo. Ho avuto modo di sentire Fagioli. La piazza in sé è una delle più belle della Serie A, per come viene vissuto il tifo. I fiorentini vivono di calcio. L'ho vissuta da avversario quando ero alla Juve, come sentono le partite è una cosa incredibile».

LA RINASCITA DI FAGIOLI. «Sono felicissimo. L'ho conosciuto quando era veramente piccolo. È un ragazzo splendido. Sono contento che adesso abbia ritrovato la serenità, soprattutto fuori dal campo. Era la cosa fondamentale per ripartire».

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PARATICI. «È sempre stato un maestro. La Fiorentina ha una grande fortuna ad avere una persona come lui. Soprattutto a livello umano, è veramente una grande persona. È un bel punto da cui ripartire, sa come muoversi».

MANDRAGORA. «È un giocatore molto forte. Segna e basta? Va benissimo anche quello, le partite le vinci quando fai un gol in più degli avversari. Negli anni però ha saputo dimostrare che non è solo quello, è anche tanto altro. Ha fatto grandissime cose».

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GROSSO. «Fabio mi ha saputo portare nel calcio dei grandi. L'ho avuto per tre anni in Primavera, anche da fuori quota. Mi volle fortemente lui per continuare il percorso. Gli devo tanto. Mi ha fatto crescere e mi ha insegnato molto. È un mister giovane, ragiona in modo moderno. Il calcio come lo vede lui è molto di reparto. Fa giocare bene l'attacco, il centrocampo e la difesa. L'abbiamo visto con il Sassuolo quest'anno: le sue squadre giocano bene e fanno bene. Sono contentissimo per lui. Ha avuto anni difficili, ma se porti avanti le tue idee alla fine ne esci. Ha sempre avuto il suo ideale di gioco: l'ha saputo portare avanti senza mai modificarlo. È la cosa più importante. Per la Fiorentina sarebbe una bella scelta».


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