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Cercasi gol: la speranza viola è il feeling tra Chiesa e Simeone

Il Cholito non segna dallo scorso 19 settembre, per il talento viola solo due reti. Contro la Juve serve un cambio di marcia, nell'intesa nell'area avversaria e sul gioco

Come riporta La Gazzetta dello Sport, che sia pace calcistica o un vero e proprio condono, poco importa. «Tutto quello che è stato fatto fino ad ora non conta nulla», tuona Pioli. «Con la Juve si riparte da zero perché questa è La Partita».

Il tecnico viola prova a spazzare via le nubi grigiastre che avvolgono il periodo della Fiorentina, proteggendo ed al tempo stesso responsabilizzando la propria squadra. Poco importa quindi che Simeone non segni dallo scorso 19 settembre (alla Samp) o che lo straordinario lavoro su e giù di Chiesa abbia portato in dote al talento viola appena due reti.

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Dell’intesa fra i due riferimenti offensivi si è detto molto. Certo in alcuni frangenti le uniche cose che Simeone e Chiesa sembrano avere in comune sono l’essere figli d’arte e giocare con la stessa maglia sulle spalle. Zero assist dell’uno verso l’altro: quando ci hanno provato, è stato il timing a fregarli.

Non c’è cattiveria, è più questione di alchimia. Pioli minimizza e forse ha anche ragione. Ma che l’attacco sia inceppato è certificato dai numeri. Togliendo le sei reti della prima giornata al Chievo, la Fiorentina ha segnato 12 gol in 12 partite.

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Quattro nelle ultime cinque (tutte pareggiate). E la somma dei gol di Simeone (2), Chiesa (2) e Pjaca (1), eguaglia le reti di Benassi (5). Chiaro che molti dei problemi viola siano davanti. Nonostante Chiesa, dal punto di vista delle prestazioni, stia disputando un campionato di altissimo livello.

Simeone, se non altro, si è tolto la soddisfazione di segnare una doppietta ai bianconeri con la maglia del Genoa.

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