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Castro, un 8 tendente al 10: il migliore del girone d'andata è senz'altro lui

Il numero 8 viola ha incantato nel girone d'andata, fino a convincere anche Mancini. Ora sogna l'Europeo ed un gran girone di ritorno

Il miglior giocatore della Fiorentina nel girone d’andata è Gaetano Castrovilli, 23 anni a febbraio, centrocampista/trequartista, se ci è consentito esagerare un po’ Tardelli e un po’ Rui Costa (l’esagerazione serve per dare i contorni al giocatore).

Sintetizzando, e ricorrendo ai tempi in cui nelle squadre si andava dal numero 1 all’11, è un 8 tendente al 10. Montella lo aveva avvicinato ad Antognoni, ma il capitano aveva un lancio fantastico, Castrovilli no, o perlomeno fino a questo momento non lo ha mai fatto vedere.

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Per spiegarlo con una definizione che va tanto di moda potremmo chiamarlo “tuttocampista”, scrive Il Corriere dello Sport.

E’ stato il miglior giocatore per continuità tecnica e atletica, non è arrivato alle punte di fantasia di Ribery, che però ha giocato solo 9 partite da titolare e dunque non ha potuto dimostrare per un girone intero tutta la sua arcinota qualità.

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Castrovilli ha saltato una sola partita, per squalifica. Montella lo ha lanciato subito in campionato e Iachini lo ha confermato. Il primo lo faceva giocare spesso come trequartista, per marcare il regista avversario, il secondo lo fa partire più dietro, nella posizione di interno, alla sinistra di Pulgar.

Al suo primo campionato in Serie A, questo ragazzo non ha sofferto per il salto dalla B.

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Al contrario, ha preso spesso la squadra sulle spalle, l’ha arricchita nella fase offensiva e l’ha protetta in quella offensiva. Gioca con personalità. Quando parte palla al piede, ha uno strappo in cui unisce forza e tecnica.

Ha una bella corsa e un dribbling prolungato, anche se non secco, non sterza come fa Cuadrado, ma allunga per togliersi l’avversario dalle caviglie. Certe qualità (per ora ben accennate ma non ancora definitivamente esplose) appartengono alla casta dei numeri 10, però Castrovilli ha qualcosa di più, ha il senso di squadra, sa come, dove e quando deve sostenerla.

Ha tecnica anche nel recupero palla. Ed è resistente: mercoledì scorso nel finale contro l’Atalanta, ha sprintato anche quando la Fiorentina era in 10. Ha più ragionamento che istinto, ma il suo pensiero è rapido. (...)

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