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Cappellini: «Kean? Non è Batistuta, ma in Italia è tra i più forti. Fagioli non convocato è inconcepibile»

Il noto giornalista e tifoso viola al Pentasport: «In Conference il Crystal Palace partirà favorito, ma la Viola se la gioca»

Stefano Cappellini, vicedirettore de la Repubblica e tifoso viola, è intervenuto al Pentasport su Radio Bruno. Tanti gli argomenti trattati, a partire da Moise Kean, in gol ieri con la maglia dell'Italia: «È un giocatore forte. Non è Batistuta, non è un fuoriclasse. Ma sicuramente in Serie A è tra i tre numeri nove più forti, nonostante le difficoltà di questa stagione. Io spero che nelle ultime partite in campionato e ancor di più in Conference possa farci vedere quello che ci ha fatto vedere l'anno scorso».

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SOGNO CONFERENCE. «Sono stato sia a Praga che ad Atene, vorrei sanare quelle due ferite. Penso che sia nella testa di ogni tifoso viola. Sono state due serate che ci sono rimaste di traverso. In questo momento preferisco ancora usare la parola ‘sogno’, perché siamo ancora alla vigilia dei quarti. E l'avversario non è dei più comodi. È un sogno, non un'utopia. La possibilità esiste. E gran parte della realizzazione dipende appunto da Kean».

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CRYSTAL PALACE. «Partono avanti nei pronostici, direio 60 a 40. Anche la loro non è stata una stagione sfavillante, sia in Premier che in Conference. Hanno fatto alcuni risultati imbarazzanti: hanno pareggiato in Bosnia, sono passati solo dopo i supplementari contro una squadra cipriota. Però è una squadra che negli ultimi due anni ha speso tanto e che, come tutte le squadre di Premier, sa giocare con grande intensità. La Fiorentina comunque se la gioca».

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ANCORA KEAN. «Questo gli è mancata l'intesa con la squadra. Non so se dipenda da ragioni tattiche o ambientali. In tante partite ha mostrato segnali di nervosismo, anche reciproco con altri giocatori. Spero che l'avvicinarsi di un traguardo concreto possa portarlo con i suoi compagni a ragionare da squadra».

LE PAROLE DI DE GEA. «Le condivido integralmente. Penso che Vanoli abbia fatto un buon lavoro in questi mesi. Ha preso una squadra esanime, che non tirava in porta, non faceva due passaggi in fila. L'esperimento Fagioli play era dato per finito, Pioli si era arreso. Su Parisi ha avuto una grande intuizione tattica. Sicuramente ha fatto anche degli errori, ma negare che abbia fatto un buon lavoro è ingeneroso. A Firenze c'è troppo spesso una critica eccessiva verso gli allenatori. Non è un fenomeno, forse si può trovare un allenatore migliore. Ma bisogna prestare attenzione a non ripetere lo stesso errore fatto ad esempio con Italiano».

LA MANCATA CONVOCAZIONE DI FAGIOLI. «È inconcepibile, non la comprendo da nessun punto di vista. Credo che in questo momento un centrocampista con le sue qualità non ci sia in giro. È un'esclusione che mi fa quasi porre delle domande. In una Nazionale con un tale deficit tecnico, rinunciare a un giocatore del genere è incomprensibile. Con l'Inter ha giocato una partita sontuosa, come non sia stato convocato è un mistero».

DZEKO. «A Firenze abbiamo visto in campo un ex giocatore, detto con il rispetto per un giocatore che è stato uno dei centravanti più forti della sua epoca. Da tifoso della Nazionale mi auguro di vedere in campo martedì il Dzeko di Firenze».


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