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Bucciantini: «La Fiorentina deve dare noia a Juve, Inter e Milan. Vorrei qualche giovanotto dal Mondiale»

Il noto opinionista ai microfoni di Radio Bruno: «A Ferrari e Paratici chiederei di proteggere meglio il Viola Park»

Intervenuto al Pentasport su Radio Bruno, Marco Bucciantini ha fatto il punto sulla situazione della Fiorentina, con uno sguardo sugli Stati Uniti, dove si sta disputando la Coppa del Mondo: «La Fiorentina in questo momento ha solo un giocatore ai Mondiali, nemmeno di primo piano. Il Parma ne ha due, il Frosinone ne ha uno. La dice lunga sul livello attuale della Fiorentina. Altre squadre hanno sei o sette giocatori».

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UNA DOMANDA PER LA CONFERENZA STAMPA. «Chiederei a chi vuole rispondere dei due (Ferrari e Paratici, ndr). Vorrei chiedere di proteggere meglio il Viola Park. È il loro marchio di identità. Non è andata così finora, sia con i giocatori che con gli allenatori. Ha senso avere una struttura del genere se si produce calcio per la Fiorentina. La seconda è: dovete garantirci che la Fiorentina torni protagonista con i giocatori che sono protagonisti nel Mondo, che la gente ammira. Non vogliamo Julian Alvarez o Yamal, va bene. Ma cinque o sei giovanotti dal Mondiale sì. Che ci facciano divertire per tutto l'inverno».

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OBIETTIVO PER LA STAGIONE. «Per me la Fiorentina nel calcio italiano ha l'obbligo di collocarsi dietro a quelle tre o quattro squadre più ricche, possibilmente dandogli noia. Le rivali della Fiorentina non sono mai state il Bologna, l'Udinese, l'Atalanta, il Sassuolo. Le rivali della Fiorentina sono sempre state Juventus, Inter e Milan. La Fiorentina deve essere rivale di queste squadre. Non ci sono più Berlusconi, Moratti e quegli Agnelli là. Sono squadre piene di debiti. La Roma deve vendere prima di comprare. De Laurentiis vive di calcio. Non è possibile essere rivali di queste squadre qua?».

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ANTOGNONI RINUNCIA AL CENTENARIO. «Senza Antognoni non è un centenario, è un ottantacinquenario. Levi quindici anni di storia. Lui va lì per la Fiorentina, per una storia. Va lì per lui e per noi. Non c'entra nulla chi sono i proprietari. Le cose passano, poche cose restano. Una di questa è la squadra della tua vita. Deve per forza andare a questa festa».


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