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Brava Fiorentina, ti sei regalata la serata che volevi. Le prossime settimane per capire la reale dimensione

Poker al Milan, imposta ai rossoneri la prima sconfitta in campionato della stagione. Eurogol di Saponara, sontuoso Vlahovic. E Gonzalez è recuperato

Eccola, la serata che voleva la Fiorentina. Finalmente, dopo l’Atalanta, la squadra di Italiano si prende lo scalpo di un’altra big. Una big vera, fin qui imbattuta in campionato ed assolutamente in fiducia per quanto mostrato nella prima parte di stagione.

E’ la notte dei 30.000 del Franchi, di una coppia centrale di difesa improvvisata (sulla carta) e di una squadra operaia che si è concessa il lusso anche di sbattere in faccia al Diavolo una serie di giocate di qualità assoluta.

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Italiano la prepara bene.

Aggressivi ed alti come sempre, Igor e Venuti ben protetti dai compagni che gravitano di volta in volta vicino a loro. Prova superata, ampiamente, perché di fatto il Milan ha realizzato un solo gol a difesa schierata. Da non considerare il primo di Ibrahimovic, con la palla regalatagli da Bonaventura, e l’ultimo, con l’autogol sfortunato di Venuti a partita ampiamente finita.

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Insomma, tre gol al passivo che non fanno male e non svalutano il buon lavoro di tutta la linea difensiva.

La Fiorentina ha saputo soffrire per buona parte del primo tempo e per alcuni tratti della ripresa, ma lo ha fatto da squadra.

Ordinata, decisa a lasciare ogni stilla di energia sul campo. Italiano ringrazia Tatarusanu e Gabbia per l’errore sul primo gol di Duncan, ma soprattutto il destro a giro di Saponara al morire della prima frazione di gioco. Gol spettacolare, di quelli che fanno in pochi.

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Si conferma in fiducia, i compagni lo stimano a tal punto da chiamarlo Maestro. Ed effettivamente Saponara sta tirando fuori una serie di giocate da maestro di calcio.

La sofferenza della ripresa, dicevamo, con la Fiorentina che stringe i denti e dal cilindro estrae l’ennesima perla.

Duncan si libera bene nel traffico, palla deliziosa per Vlahovic, che arriva lungo sul primo controllo, poi aggira Tatarusanu ed ha la lucidità di alzare un diagonale che non può trovare ostacoli.

Partita in ghiaccio? Non proprio.

Un peccato veniale di Bonaventura riporta in gara il Milan, che ci crede grazie all’uno-due di Ibrahimovic a cavallo dell’ora di gioco. Italiano tira fuori dalla panchina un indiavolato Gonzalez, che fa fare brutta figura a Theo Hernandez e regala il cioccolatino chiudi partita a Vlahovic.

4-2 a cinque minuti dalla fine, il Franchi comincia a diventare una bolgia, con i 30.000 in festa proprio come una volta. Con gli spalti gremiti, con la sciarpata della Fiesole, con i cori e con gli applausi. Come se la pandemia non ci fosse mai stata.

L’autogol finale di Venuti serve solo per gli almanacchi.

In sede di analisi, la Fiorentina supera lo scoglio più duro (sulla carta) di questo scorcio di stagione. Adesso il calendario può dare una mano alla truppa di Italiano, senz’altro attesa da partite difficili, ma le big almeno fino a febbraio sono alle spalle.

Sarà a cavallo delle feste che capiremo la reale dimensione della squadra, con la speranza e l’auspicio di poter pian piano alzare l’asticella, anche grazie ad un paio (si spera) di aiuti della società nel mercato di gennaio.

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