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Bonaventura-Fiorentina, rottura prolungata: iniziata in autunno, durerà fino a giugno

I retroscena di una vicenda iniziata mesi fa e che, con tutta probabilità, porterà all'addio di Jack a giugno

Una rottura prolungata, scrive il Corriere Fiorentino. Iniziata in autunno, subito dopo che si era ripreso la Nazionale a 34 anni suonati, e destinata a trascinarsi fino a giugno. Quando, con tutta probabilità, il pupillo di Italiano nonché beniamino del Franchi, lascerà la Fiorentina nonostante un’opzione (a favore del club) che potrebbe far allungare il suo contratto.

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Una storia, quella di Jack Bonaventura, che giorno dopo giorno si fa sempre più complicata. L’ultimo capitolo l’ha scritto il procuratore, mercoledì sera, parlando a Mediaset. Difficile essere più chiari e, soprattutto, difficile immaginare rapporti più gelidi di questo.

Del resto era abbastanza prevedibile che alla fine qualcuno dell’entourage si esponesse per tutelare un giocatore che, negli ultimi giorni di mercato, è stato sostanzialmente lasciato solo mentre i social ribollivano di rabbia.

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Perché è vero, la Juventus ha sondato il terreno per capire se ci fossero i margini per portarlo a Torino, ma è da Firenze che la notizia è stata fatta filtrare. Non solo. L’aspetto che più ha infastidito Jack infatti sono state quelle voci secondo le quali lui avrebbe chiesto, con forza, di essere lasciato andare.

Non è così e anzi, i movimenti per Reyna e Baldanzi (due trequartisti) gli hanno fatto pensare che alla società, se avesse trovato un sostituto, la cessione non sarebbe dispiaciuta. Lo scontro comunque nasce in autunno, quando Bonaventura ha chiesto al club di prolungare il contratto (in scadenza a giugno) a prescindere dalla clausola che, al raggiungimento di un certo numero di presenze, farà scattare il rinnovo fino al 2025 ricevendo in cambio una risposta che suonava più o meno così: «Se ne parla a fine stagione e comunque c’è già l’opzione».

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Altro tema: le sue (presunte) richieste. Secondo quanto sostiene (informalmente) la Fiorentina Jack vorrebbe un aumento dell’ingaggio ma chi lo conosce assicura che si sarebbe accontentato dello stesso stipendio attuale. Il problema è che Barone ha messo sul tavolo una proposta al ribasso che, ovviamente, ha scatenato la rabbia del calciatore e di chi lo gestisce.

Il resto, è sotto gli occhi di tutti. Il nervosismo, il calo di rendimento (dovuto anche al problema al tallone che lo ha tormentato dopo la gara con la Roma), la sostituzione dopo soli 45’ con il Lecce.

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