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Benassi: "Davide? Sarà orgoglioso di noi, il sogno è vincere e dedicargli la Coppa Italia"

Il centrocampista viola ricorda come il 'Capitano' è sempre presente e che tutta la squadra punta a vincere il trofeo per lui

Questa mattina troviamo una lunga intervista al centrocampista della Fiorentina Marco Benassi su Tuttosport. Molti i temi trattati: dal suo passato al presente in maglia viola, dall'anniversario della morte di Davide Astori alla stagione della Fiorentina e alla semifinale di Coppa Italia.

Ecco alcuni passaggi mentre il resto dell'intervista potrete leggerla sul quotidiano: Fra pochi giorni infatti sarà il primo anniversario della scomparsa di Astori. Il suo ricordo speciale? «Appena approdato in viola il primo che incontrai fu proprio Davide e mi bastò per capire che lui era sempre il primo ad arrivare, che c’era sempre.

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Era davvero il punto di riferimento. Lui è presente anche adesso e siamo tutti impegnati a mettere in pratica i suoi suggerimenti. Penso sia orgoglioso di noi. Ma non ci basta: il sogno è vincere e dedicargli la Coppa Italia».

In attesa della semifinale d’andata, mercoledì prossimo, la vostra rivale Atalanta giocherà oggi alle 15 in casa del Torino mentre voi scenderete in campo domani sera, 36 ore dopo. Pioli e i tifosi hanno protestato a lungo per questa disparità di trattamento ma la Lega non è intervenuta.

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«Ne abbiamo discusso a lungo anche fra noi giocatori e francamente non è giusto. Oltretutto non c’è motivo per non posticipare quella partita a domani alle 15. Comunque siamo giovani, pronti e forti e questa ‘ingiustizia’ ci infonderà ancor più energie.

Spero poi che il Toro metta in difficoltà e faccia faticare tanto l’Atalanta, magari grazie anche ad un gol del mio amico Belotti» (sorride). Quanto crede alla possibilità di arrivare in finale? «Con l’Atalanta sarà un duello equilibrato, è un brutto avversario ma ci crediamo: l’anno scorso abbiamo ottenuto due pareggi, in questa stagione l’abbiamo già battuta…».

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La qualità maggiore di questa Fiorentina? «Al di là degli innegabili valori tecnico-tattici il fatto che non molliamo mai. E si è visto». Che effetto hanno avuto nello spogliatoio i pesanti attacchi del presidente della Spal contro Chiesa?

«Abbiamo cercato tutti da subito di stargli vicino invitandolo a non pensarci. Sentirti dire certe cose non può certo fare piacere. Ma meglio chiudere il caso e guardare avanti, anche perché Federico è forte in tutti i sensi e insieme vogliamo lottare fino in fondo per i nostri obiettivi, Europa e Coppa Italia.

Questa è la settimana più importante della nostra stagione, i tifosi sono con noi: non intendiamo fallirla». Chiesa è fra i giocatori in assoluto più corteggiati: si sente di dargli un consiglio per il futuro? «Rispondo così: quando si è giovani, e parlo anche per me avendo 24 anni, quel che più conta è giocare e sentirti importante.

Vero che nelle squadre big puoi allenarti ogni giorno con tanti campioni ma è anche vero che solo giocando con continuità si cresce, si migliora, accumuli esperienza».

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