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Barone e la mossa su Modena. Franchi, la Fiorentina aspetta il nuovo sindaco

Nuovo capitolo sulla vicenda Franchi. Stavolta con la visita allo stadio di Modena da parte del direttore generale Barone

Prima l’abbocco su Modena, con tanto di sopralluogo allo stadio Braglia. Chissà se sul serio o più che altro per provocare Palazzo Vecchio e scatenare i tifosi. Poi la richiesta di una proroga per i lavori al Franchi oltre il 2026, di modo da restare a giocare anche durante i cantieri: «La miglior cosa sarebbe congelare i fondi e giocare al Franchi» chiede il dg della Fiorentina Joe Barone dopo un’altra giornata di tensioni e veleni.

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Scrive la Repubblica. In pratica è un invito a Palazzo Vecchio e anche al governo di non partire coi lavori in marzo. Più tempo per trattare, chiede la Fiorentina. In tanti sospettano che l’intenzione della proprietà sia anche quella di aspettare il prossimo sindaco per prendere una decisione.

Tattiche e controtattiche dominano la scena Franchi. Prima del match col Sassuolo Barone si fionda al Braglia per un sopralluogo. In realtà, più che un vero e proprio tour - lo stadio era chiuso - per la società l’ipotesi emiliana resta un’arma da usare nella partita per ottenere il massimo dal Franchi in termini di concessione.

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Una partita che il dg vorrebbe trattare col nuovo sindaco meglio se di centrodestra. Del resto per la Fiorentina il Comune è responsabile di questo caos. Barone intesse rapporti con Abodi (che alla proroga ha dato un primo sì informale), ha buoni rapporti col presidente del Senato Ignazio La Russa e col colonnello fiorentino di Meloni, Giovanni Donzelli.

E Modena? Complicato, per due motivi. Il sindaco del Comune emiliano smentisce contatti o telefonate tra Fiorentina e amministrazione. E poi servirebbe un accordo con la squadra del presidente Rivetti, che nei prossimi due anni al Braglia farà partite e allenamenti.

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