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Badelj, qualche errore di troppo. Ma leader di palle recuperate (e ancora oltre 11 km fatti)

L'ex capitano, ora vice di Pezzella, becchettato da tanti tifosi per il ritmo lento e qualche pallone perso di troppo. Ma più sostanza del solito nelle ultime gare.

Nel complesso sufficiente la partita di Milan Badelj contro la Sampdoria. Un inizio un po' complicato con diversi palloni persi, una seconda parte di gara importante con tanti recuperi e interventi anche importanti. L'ex capitano viola, tornato dalla Lazio, è spesso 'becchettato' da tanti tifosi per i suoi ritmi lenti, ma per Montella è imprescindibile.

Tanto che lo ha sempre mandato in campo dall'inizio finora, nel ruolo chiave di regista. Certo, mancano anche le alternative in mezzo, ma per l'Aeroplanino Milan è un cardine della sua Fiorentina. E difficilmente se ne priverà.

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NUMERI. All'interno dei numeri si spiega ancor di più l'importanza di Badelj nell'economia di gioco. Dopo i tre centrali, è stato il giocatore con più palloni toccati (58) con 43 passaggi riusciti. Pulgar, ad esempio, ha toccato 53 palloni con 36 passaggi riusciti, Castrovilli 50 palloni e 30 passaggi a buon fine.

Poche verticalizzazioni e qualche errore di troppo specie in avvio, ma il croato resta un punto di riferimento e di appoggio per i compagni all'inizio della manovra. SOSTANZA. Anche quantità per il croato. Contro la Sampdoria è stato il giocatore che ha recuperato più palloni, ben 16, insieme a Pezzella.

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Senza mai commettere fallo: Pulgar ne ha ripresi 12, Castrovilli 15. E non è un caso isolato: anche contro l'Atalanta 14 palle recuperate contro le 11 di Pulgar e le 8 di Castrovilli. CORSA. Un po' a sorpresa, secondo molti, Badelj è ai vertici delle statistiche per chilometri percorsi.

Anche contro la Sampdoria ha superato il muro degli 11 km, secondo viola dopo Pulgar (che è arrivato a 12 km). Cosa che era accaduta anche contro Atalanta (quasi 12 km, ben 11.983 metri, e finale con il fiato corto) e Juve (11,08 km).

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Il nuovo modulo, insomma, porta a Montella un '5' croato meno di qualità (per ora) e più di sostanza e corsa (nei chilometri percorsi, non nella velocità). In un centrocampo che è il vero fulcro dell'equilibrio di squadra, al netto delle amnesie che hanno portato i gol al passivo contro Atalanta e Samp (due su tre da calcio piazzato).

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