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Attacco a mezzo servizio: una penalità costante per Vanoli

I viola stanno affrontando con relativa serenità il finale di stagione, costellato però da affaticamenti e problemi tattici e fisici

Si è parlato a lungo della gestione degli infortuni in casa viola, e di come questi siano spesso tenuti all’oscuro dei tifosi e della stampa. La preparazione alla sfida col Sassuolo si presenta come le altre: incompleta, imperfetta. La notizia è la stessa, la frase ripetuta troppe volte quest’anno. Il giocatore non è al meglio, ma ci sarà. Questa volta tocca a Roberto Piccoli scendere in campo non al top della forma: un giocatore stanco, spremuto mentalmente e fisicamente d a una stagione difficile.

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NESSUNA CERTEZZA. La Fiorentina arriva a questa partita senza certezze offensive vere. L’assenza di un Kean in piena forma ultimamente ha svuotato il centro dell’attacco del suo peso specifico, ovverosia quella capacità di attirare il gioco, di far collassare la difesa avversaria su un punto preciso del campo. Piccoli, invece, è un altro tipo di attaccante, episodico nel senso migliore e peggiore del termine. Uno che può sembrare ai margini della partita per 70’ e poi riscriverla in un’azione. Piccoli adesso sembra concentrato a lottare contro la stanchezza e i mormorii della piazza, più che con i suoi marcatori. A coadiuvarlo, un Harrison in cerca di conferme dopo il bel gol di Lecce, Gud che sembra aver messo i remi in barca (difficile aspettarsi un colpo di coda), Solomon al rientro (si, ma in quali condizioni?).

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ADATTARSI. Anche se sei al 70%, ad essere generosi, e giochi comunque, non stai semplicemente riempiendo un buco: stai cambiando la grammatica della squadra. Piccoli non può fare il Kean depotenziato, quindi la Fiorentina dovrà essere qualcos’altro. Più fluida, forse più orizzontale, sicuramente meno centrata su un riferimento stabile. È una sfida anche per l’allenatore che deve accettare l’imperfezione come condizione strutturale. Molti tifosi sono addirittura portati ad invocare un esordio dal 1’ del giovane Braschi, a tentare un mezzo salto nel buio. La “pretattica” dello staff medico viola si è rivelata troppo spesso un’arma a doppio taglio, che ha ferito gli avversari ma ancor più i giocatori viola stessi, e anche Vanoli, che ha risalito la corrente talvolta rinunciando a più opzioni. Come vi immaginate il futuro prossimo, se Vanoli venisse riconfermato per il prossimo anno, avendo a disposizione una squadra di maggior livello tecnico e con una tenuta fisica e atletica potenziata?

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E allora quella frase solita frase, “non è al meglio ma ci sarà”, diventa una dichiarazione di resa. Un mantra per questo finale di stagione: giocare comunque, giocare dentro i limiti. Contro il Sassuolo, più che una questione di uomini, sarà una questione di forma fisica e di gioco.


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