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Amoruso: «Non mi aspetto una Viola da Champions o Europa League. Preoccupato per l'attacco»

Le parole dell'ex difensore della Fiorentina sul prossimo futuro viola

Lorenzo Amoruso, ex difensore viola, a Radio Bruno ha parlato del prossimo futuro della Fiorentina: «Thorstvedt? Bisogna capire quanto sia una richiesta di Grosso. Abbina qualità e quantità, ha un buon tempismo, si butta dentro, sa trovare i varchi. È un centrocampista completo, in Italia è migliorato molto e ha fatto passi da giganti. Ma bisognerà capire se arriveranno le condizioni giuste per prenderlo, Sassuolo è una bancarella sempre costosa. Come Brescianini? Fa una fase difensiva migliore».

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COSTRUIRE. «Non mi aspetto che la Fiorentina possa lottare per la Champions o per l'Europa League. Mi aspetto che si mettano delle basi importanti. È impossibile piazzare tutti questi giocatori, poi non hai gli introiti dell'Europa che comunque portava 15-20 milioni. Hai il 7° tetto ingaggi, 50 giocatori da sistemare, se ne piazzi 20 hai fatto un miracolo per abbassare le spese. Pronti-via sei già fuori di 30 milioni, è complicato pensare di fare una squadra che sulla carta possa puntare a traguardi importanti. Io vorrei una squadra che costruisca nell'arco di 2-3 anni, giocatori che abbiano voglia di fare ciò che non è stato fatto da quando è andato via Italiano».

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ATTACCO. «A centrocampo comunque siamo messi bene. Il problema sono l'attacco e la difesa. C'è il grosso dubbio di Kean, se rimane o meno. Sappiamo che ha avuto problemi nello spogliatoio, oltre che questo problema che lo ha tenuto fuori metà stagione. Se riprende una botta nello stesso posto, siamo certi che non starà fuori altra mezza stagione? Piccoli non ci ha fatto star tranquilli. Nel Sassuolo degli ultimi due anni il centravanti ha fatto 8-9 gol a stagione, nel calcio di Grosso il centravanti deve far gioco per gli esterni. Qui invece gli altri hanno fatto pochi gol. Davanti sono preoccupato, vedo pochi margini di miglioramento».

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LAVORO. «L'anno scorso è stato sbagliato andar dietro alla gente. Per prendere Pioli, poi giocatori che avevano un passato discreto ma non erano idonei alle prerogative di questa squadra. Nonostante i 65 punti con Palladino c'erano delle lacune in difesa, sugli esterni. Fare una squadra senza esterni, non esiste da nessuna parte del mondo. Ti metti nelle mani del fato. Paratici deve fare un lavoro non che deve piacere alla gente, ma che sia serio e che punti al futuro. Credo che costruendo e lavorandoci sopra i risultati poi arrivino. Non dobbiamo pensare che siamo la Fiorentina, e l'anno prossimo per rivincita bisogna andare in Champions League. Rischi di fare tanti errori. Bisogna farne il meno possibile, negli ultimi anni abbiamo fatto tanti danni da questo punto di vista».


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