Accordo FIFA-FIFPRO sul mercato: commissioni ai calciatori e niente fuori rosa. Le clausole...
Accordo storico con novità a partire da gennaio 2027
La FIFA e FIFPRO (il sindacato internazionale dei calciatori) hanno annunciato due storici accordi destinati a segnare un punto di svolta nella governance del calcio professionistico mondiale: una riforma complessiva del sistema internazionale dei trasferimenti e un nuovo quadro di cooperazione con la FIFA, attraverso un Memorandum of Understanding valido fino al 2031.
Come spiega Calcio e Finanza, gli accordi arrivano al termine di un ampio negoziato avviato dopo la sentenza Diarra della Corte di Giustizia dell’Unione Europea dell’ottobre 2024, caso sostenuto da FIFPRO, FIFPRO Europe e UNFP, e rappresentano l’esito di anni di pressioni da parte dei calciatori e dei loro sindacati per un sistema più equo, più bilanciato e maggiormente inclusivo. Al centro dell’intesa con la FIFA c’è la creazione di una nuova Piattaforma Globale di Dialogo Sociale, attraverso la quale le future modifiche al Regolamento FIFA sullo status e sui trasferimenti dei calciatori — il RSTP — saranno negoziate collettivamente.
Il principio alla base della nuova architettura è chiaro: le future modifiche al sistema dei trasferimenti dovranno fondarsi sul consenso e non più su decisioni unilaterali. Per FIFPRO si tratta di uno dei progressi più rilevanti mai ottenuti nella rappresentanza dei calciatori all’interno della governance globale del calcio. I giocatori non saranno più soltanto soggetti alle regole che disciplinano le loro carriere, ma parte del processo chiamato a definirle. Le riforme, sviluppate attraverso discussioni che hanno coinvolto FIFA, FIFPRO, European Football Clubs, World Leagues Association, UEFA e CONMEBOL, introducono nuovi diritti e nuove tutele per i calciatori, preservando al tempo stesso i pilastri essenziali del sistema dei trasferimenti.
Una delle novità più significative – inserita nel testo del nuovo regolamento sui trasferimenti, che sarà valido a partire da gennaio del 2027 – riguarda il riconoscimento, per la prima volta a livello globale, di una partecipazione dei calciatori al valore economico generato dal proprio trasferimento. I giocatori con una retribuzione annua pari o inferiore a 150.000 euro avranno diritto a una quota diretta dell’indennità di trasferimento generata dal loro passaggio, con un minimo obbligatorio del 5% versato direttamente dal club cedente. Il principio è quello secondo cui, quando il talento di un calciatore genera valore economico, anche il calciatore deve poterne beneficiare direttamente. Si tratta di una misura pensata soprattutto per incidere sulle fasce meno tutelate del calcio professionistico, dove i trasferimenti possono produrre valore per club e intermediari senza che il giocatore ne tragga un beneficio proporzionato.
Un altro capitolo centrale riguarda la modifica dell’articolo 17 del RSTP, la norma al centro del caso Diarra e da anni uno dei punti più delicati del sistema FIFA. Il nuovo articolo 17 disciplina le conseguenze della violazione contrattuale e introduce un quadro più articolato per la determinazione degli indennizzi, il ruolo delle clausole concordate e le sanzioni sportive. Le parti restano libere di stabilire contrattualmente l’indennizzo economico dovuto in caso di violazione del contratto, la cosiddetta “agreed compensation”. Questa previsione non dovrà necessariamente essere reciproca, ma il Football Tribunal potrà ridurre l’importo con prudenza qualora risulti eccessivamente elevato e potrà ignorarlo se manifestamente ingiusto. Per i calciatori con una retribuzione fissa annua fino a 150.000 dollari, o equivalente, qualsiasi accordo sull’indennizzo dovuto al giocatore dovrà garantire almeno un pagamento pari al valore residuo del contratto violato, salvo circostanze eccezionali che giustifichino un importo inferiore. In assenza di un indennizzo concordato, la parte che subisce una violazione contrattuale avrà diritto al pieno risarcimento del danno. Nel caso del calciatore, il danno dovrà tenere conto in particolare del valore residuo del contratto violato e di ogni ulteriore pregiudizio subito. Nel caso del club, il risarcimento potrà considerare il valore dei servizi del calciatore, un’indennità di trasferimento persa o il valore di mercato perduto, i costi di sostituzione e ogni altro danno causato. Il nuovo impianto stabilisce inoltre un principio di base: sia il calciatore sia il club dovranno vedersi riconosciuto, come minimo, un importo pari al valore residuo del contratto violato. Solo in circostanze straordinarie il risarcimento potrà essere inferiore.
L’accordo introduce il divieto espresso di alcune pratiche abusive che hanno interessato per anni numerosi calciatori: retrocessioni punitive, allenamenti in isolamento come forma di pressione, trattenimento dei passaporti e abusi nelle procedure di registrazione. I club che non rispettano gli obblighi contrattuali saranno esposti a conseguenze sportive ed economiche più rapide ed efficaci, mentre i pagamenti arretrati matureranno un interesse dell’8%. Le riforme puntano anche a garantire maggiore certezza giuridica per calciatori e club. Le clausole di “liquidated damages” e i meccanismi di uscita concordati (le cosiddette clausole rescissorie) saranno incoraggiati fin dall’inizio del contratto, purché la loro quantificazione resti ragionevole e proporzionata.
Anche i giovani calciatori saranno interessati dal nuovo quadro. I giocatori formati nei club potranno firmare un primo contratto professionistico di cinque anni, con l’obiettivo di garantire maggiore stabilità, più opportunità di sviluppo e tutele specifiche per i loro interessi sportivi, educativi ed economici. Il Memorandum of Understanding rafforza inoltre la presenza dei calciatori nelle strutture decisionali della FIFA. FIFPRO avrà un posto da osservatore con diritto di parola nel Consiglio FIFA, mentre esperti nominati dal sindacato mondiale dei calciatori entreranno negli organi giudiziari e nei comitati permanenti della FIFA, continuando a svolgere un ruolo centrale nel Football Tribunal. La voce dei calciatori sarà quindi più stabile e visibile nei luoghi in cui vengono prese le principali decisioni sul gioco: dalla governance alla regolamentazione, fino alla risoluzione delle controversie.


Lascia un commento