Al Franchi arriva Cuesta: l'allievo di Arteta che ha abbracciato il pragmatismo all'italiana
Carlos Cuesta era atteso come rivoluzionario, è diventato uno dei tecnici più cauti della Serie A. E domenica porta armi che possono fare male ai viola
L'arrivo di Carlos Cuesta in Serie A aveva suscitato molta curiosità: giovane, straniero e proveniente dallo staff di Mikel Arteta all'Arsenal - con esperienze precedenti come vice nelle giovanili di Atletico Madrid e Juventus - sembrava portare con sé idee moderne e un calcio propositivo. Il fatto che lo spagnolo classe '95 sia il più giovane allenatore tra i quattro massimi campionati europei alimentava ulteriormente le aspettative di novità tattica. In realtà, la sua esperienza al Parma ha preso una direzione piuttosto diversa.
PRAGMATISMO ALL'ITALIANA. Nonostante le premesse, Cuesta ha scelto un approccio molto pragmatico, vicino alla tradizione tattica italiana. Dopo alcuni tentativi iniziali con la difesa a quattro, ha stabilizzato la squadra con una linea a cinque (o a tre) e un atteggiamento principalmente reattivo: poco possesso palla, pressione limitata e grande attenzione alla fase difensiva. L'obiettivo è proteggere la propria area e sfruttare le transizioni in modo diretto.
Per la Fiorentina, che nell'ultimo periodo aveva ritrovato buoni ritmi di gioco grazie alla pressione alta, questo potrebbe rivelarsi un problema: il Parma sa abbassarsi, compattarsi e aspettare. Le ripartenze, nel momento in cui la Viola si scoprirà nella metà campo avversaria, potrebbero essere pericolose.
FASE OFFENSIVA. Il Parma cerca soluzioni rapide e verticali: il gioco passa frequentemente da lanci lunghi verso il centravanti Mateo Pellegrino, punto di riferimento per far salire la squadra e generare seconde palle. Anche il portiere Corvi contribuisce a questa strategia con rinvii lunghi e mirati. Questo stile di gioco non produce molte occasioni - il Parma è tra le squadre meno prolifiche del campionato - ma ha una logica precisa: far giocare male l'avversario. È esattamente il tipo di partita che la Fiorentina ha faticato maggiormente a gestire: contro l'Udinese, squadra simile per approccio e fisicità, i viola non hanno mai calciato in porta in 90 minuti.
LE PALLE INATTIVE: IL PERICOLO PIÙ CONCRETO. La squadra trova diverse soluzioni sulle palle inattive, aspetto su cui si nota chiaramente l'influenza dello staff di Arteta, notoriamente meticoloso su questo fronte. Qui la sovrapposizione con la principale fragilità della Fiorentina è esatta e allarmante: i viola hanno già subito 11 gol da palle inattive in questa stagione - quattro sugli sviluppi di calci piazzati, quattro da corner e tre su rigore. Anche nell'ultimo disastroso 0-3 di Udine, la gara è stata sbloccata da un'azione d'angolo. Non è un caso isolato, è un problema strutturale. Vanoli stesso lo ha riconosciuto a fine partita: «Sulle palle inattive è una questione di attenzione e dobbiamo essere più vogliosi di non prendere gol: sotto questo aspetto questa squadra non è cresciuta». Tradotto: il punto di forza del Parma colpisce esattamente il tallone d'Achille della Fiorentina.
CENTROCAMPO DUTTILE. Dal punto di vista tattico, una scelta particolare riguarda la mediana: il più creativo Adrián Bernabé viene spesso impiegato da mezzala, mentre la regia bassa è affidata a Mandela Keita, più utile per equilibrio e copertura difensiva. Questo aiuta la squadra a restare compatta e difendere meglio gli spazi centrali. Per la Fiorentina, il rischio è che Keita congeli il gioco nella zona in cui Mandragora e soci dovrebbero avere più influenza. La Viola dovrà trovare soluzioni sulle fasce, dove il Parma concede qualcosa di più.
IN SINTESI. Il Parma è una delle squadre più in forma del torneo in questo momento, e la Fiorentina accoglierà al Franchi un avversario tutt'altro che comodo. Come analizzato nel nostro focus di ieri, i ducali riescono a fare punti anche su campi difficili - vedi la vittoria pesante in casa del Milan. La Fiorentina arriva invece dal brutto 0-3 di Udine, che ha spezzato un momento positivo, e rimane in zona retrocessione.
La partita di domenica ha una lettura tattica abbastanza chiara: il Parma aspetterà basso, proverà a colpire sulle seconde palle e punterà forte sui calci piazzati. La Fiorentina dovrà essere compatta in marcatura su ogni palla ferma, trovare il gol su azione - e non perdere la testa se il risultato tardasse ad arrivare. Perché è proprio nei momenti di nervosismo che la squadra di Vanoli tende a spegnersi.



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