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Ad Atene serviva la Fiorentina di Bergamo. Ma la nuova Viola dovrà riconquistare i tifosi

La finale di Conference ha segnato una frattura tra squadra e tifoseria, con anche il duro comunicato nei confronti della società. Anche ieri contestazione

L’ultima partita dell’anno e della gestione Italiano è scivolata via sotto una pioggia battente. Un mood perfetto per incarnare lo stato d’animo della Fiorentina, ancora lacerata dalla sconfitta di Atene e con tossine di amarezza ancora ben visibili, con una contestazione della curva.

Eppure, in una gara che non serviva a niente per la classifica e per il campionato, i viola hanno mostrato la disinvoltura che non c’è stata ad Atene e sono riusciti a chiudere con una vittoria. Così scrive La Repubblica. FINE CICLO.

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La Fiorentina chiude all’ottavo posto in classifica - stessa posizione dell’anno scorso - con 60 punti, quattro più della scorsa stagione. Il triplice fischio di Orsato, alla sua ultima gara in Serie A, chiude il ciclo Italiano: tre anni fatti di tre finali, tutte perse, un settimo posto, due ottavi posti e 162 partite giocate, quasi un record.

Salutato Italiano adesso le attenzioni andranno tutte sul futuro. Al di là di Palladino e del nuovo allenatore, delle scelte societarie, anche la squadra - o almeno chi rimarrà - dovrà riconquistarsi la fiducia dei tifosi. La prestazione di Atene e alcuni comportamenti extracampo non sono piaciuti alla curva che ieri durante e al termine della gara è ripartita nella sua contestazione.

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