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Voglia di invertire trend e gerarchie. La Fiorentina prova a ripartire dal gol allo scadere col Genoa per ritrovare consapevolezza e fiducia. Il calendario non sorride. Ma questo calcio è imp

La Fiorentina contro l’Atalanta prova a ripartire dallo spirito evidenziato nel finale col Genoa. E a ritrovare certezze per risalire la china

PASSATO, PRESENTE, FUTURO. Ci sono stati tempi in cui la Fiorentina era l’Atalanta, e viceversa. Altri, recenti, in cui andare ad affrontare la macchina da guerra di Gasperini pareva un andare al massacro, e poi c’è il presente.

Un momento storico tutto anomalo del calcio, in cui capita che la Juventus faccia fatica con Crotone e Benevento e poi vinca 0-3 a Barcellona, o che la stessa Atalanta vinca a Liverpool o Amsterdam e tre giorni dopo perda in casa con Hellas o Sampdoria.

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E in tutto ciò c’è una Fiorentina che va a Bergamo con fiducia. Con la voglia di poter invertire trend e gerarchie, e iniziare proprio dalla gara contro l’Atalanta una risalita difficile, ma non impossibile. SCINTILLA. “Non partiamo battuti”.

Il messaggio che lancia Cesare Prandelli alla vigilia della gara contro l’Atalanta è chiaro. C’è consapevolezza che questa Fiorentina può far male ad una squadra che stupisce in Europa, ma che quest’anno ha più di qualche difficoltà in Serie A.

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Così come che il gol di Milenkovic, al 98’ contro il Genoa , possa essere esattamente ciò di cui aveva bisogno questo gruppo. Quella scintilla che potesse spazzar via paure e timori di non riuscire a farcela che da tempo andava cercando.

Certo, trattasi sempre e comunque di un pareggio contro il Genoa, in casa, in cui si è visto sì qualche miglioramento, ma che gol annullato a Bonaventura a parte ha confermato che questa squadra ha ancora tanti problemi. La testa, in queste situazioni, è ciò che può fare la differenza.

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BIG. Dinanzi ad un baratro che era ormai sempre più i reale, la Fiorentina ha saputo tirar fuori orgoglio e fame. Cosa che non era riuscita a fare nelle precedenti gare. E adesso, oltre ad un passo in avanti nello spirito e nella parte atletica, visto che comunque la squadra di Prandelli è stata in partita fino a tempo scaduto, è lecito attendersi anche qualche passo in avanti a livello tecnico.

Da Ribery a Callejon, passando per Castrovilli. Elementi che avrebbero tutte le carte in regola per poter fare la differenza, e dai quali Prandelli in primis si attende progressi. FIDUCIA. Il tecnico viola ha lavorato a lungo sia sulla tattica che sulla parte atletica, ma anche su quella psicologica e mentale.

In fondo, a questa Fiorentina, serve solo ritrovare un po’ di fiducia nei propri mezzi, e di mettere in pratica quello che viene provato durante la settimana. Che non può essere la povertà tecnica vista in diverse uscite stagionali (anche con lo stesso Prandelli in panchina).

Il calendario è tosto, a partire dalla gara con l’Atalanta stessa. Ma qualche bagliore di luce, in fondo al tunnel, si è già intravisto. Dai prossimi scontri (Dea, Sassuolo, Verona e Juve) si potrà capire se il Natale a cui andrà incontro questa Fiorentina sarà come quello dell’anno scorso, col baratro ad un passo, o con qualche sicurezza in più che almeno il peggio sia già passato.

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