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Viviano: "Potevo fare carriera diversa, ma ho coronato il sogno di giocare nella mia viola"

Il portiere della Spal, tornato in Italia dopo l'esperienza negativa a Lisbona, parla del suo passato tornando alla stagione in viola.

Intervista alla Gazzetta dello Sport per Emiliano Viviano, portiere fiorentino andato alla Spal. Perché è tornato in Italia? «Perché in Italia si sta come in cima al mondo, perché a Lisbona era tutto surreale: mi mancava la quotidianità dei rapporti umani.

A Londra e Lisbona è più dura andare in piazza, bere un caffé, leggere il giornale, parlare con la gente. Qui si può. E a Ferrara eccome. Fortunato non lo sono stato, ecco. Ma in due modi diversi: all’Arsenal sapevo che avrei giocato poco, davanti avevo Szczesny e Fabianski e decisi io di andare via dal Palermo; allo Sporting sono arrivato e dopo tre giorni hanno cambiato presidente, dirigente, tecnico.

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Mihajlovic non l’ho mai visto. Assurdo. Ah, e dalla Samp non andai via io: la adoro...». CARRIERA. «Se a 22 anni avessi avuto la testa di ora, forse la mia carriera sarebbe stata diversa: ma mi è piaciuto quel che ho fatto, ho anche coronato il sogno di giocare nella mia Fiorentina.

Quando ero ventenne me ne approfittavo del mio strapotere fisico: avrei fatto a cazzotti con Tyson ma mai mi sarei permesso di essere maleducato: oggi i ventenni, e non parlo di qua, fanno fatica a salutarti. Ma che mondo è?».

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