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Vittorio Cecchi Gori piantonato in ospedale. Tra le pene anche il crac Fiorentina

L'ex presidente viola è attualmente all'ospedale Gemelli di Roma, controllato dalla polizia. Ma potrebbe presto essere trasferito a Rebibbia.

Due agenti della polizia giudiziaria lo stanno piantonando, in stato di detenzione, fuori dalla stanza dell’ospedale Gemelli di Roma. Vittorio Cecchi Gori è ricoverato da giovedi pomeriggio quando si è presentato al Pronto Soccorso spaventato perché respirava in maniera affannosa.

Il giorno dopo i carabinieri del Nucleo Investigativo gli hanno notificato un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura Generale della Corte d’Appello per un cumulo di pene pari a 8 anni, 5 mesi e 26 giorni di reclusione.

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Il produttore cinematografico, che è sotto accurato controllo medico da quando nel Natale del 2018 fu colpito da un’ischemia cerebrale con complicazioni cardiache, ha preso atto, con grande amarezza, della decisione della Cassazione.

Al momento le sue condizioni di salute non destano preoccupazioni ma il suo quadro clinico complessivo non si sposa certo con quella che è la vita carceraria, scrive La Gazzetta dello Sport. I FATTI. A Vittorio Cecchi Gori, che compirà 78 anni il prossimo 27 aprile, sono contestati reati finanziari tra cui la bancarotta fraudolenta.

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Su di lui pesano come macigni gli effetti del crac da ventiquattro milioni di euro della Safin Cinematografica. L’ex produttore sperava in una sentenza diversa. Invece l’ultimo atto di un lungo percorso processuale ha portato alla decisione più temuta.

La richiesta di carcerazione. La Cassazione non ha ammesso il ricorso presentato dal pool di avvocati dell’ex produttore cinematografico contro la sentenza della Corte d’Appello. Che così è diventata esecutiva. FALLIMENTO VIOLA.

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Vittorio Cecchi Gori paga una somma di reati finanziari. Tra questi c’è anche la condanna a 3 anni e quattro mesi di carcere, oltre al risarcimento di diciannove milioni di euro, per essere risultato l’unico colpevole del crac della Fiorentina calcio.

Un drammatico episodio economico-sportivo che risale alla primavera del 2002. La mala gestione dell’ex produttore cinematografico ebbe l’effetto di far fallire la Fiorentina che poi, fu costretta a ripartire, con la denominazione di Florentia Viola, dal campionato di serie C, con i Della Valle.

Negli ultimi tempi Vittorio Cecchi Gori era convinto di veder riconosciute le sue ragioni per quel fallimento. Era anche sicuro di poter avere un importante risarcimento danni. POI A REBIBBIA? L’ex produttore cinematografico dovrebbe restare al Policlinico Gemelli almeno fino a domani.

Ma il ricovero potrebbe prolungarsi per altri giorni. Le sue condizioni di salute potrebbero suggerire una pena diversa dalla detenzione. Magari gli arresti domiciliari. I giudici hanno previsto una possibile revisione della pena detentiva in relazione alla durata della pena accessoria.

Ci sono state tante reazioni di sostegno all’ex produttore cinematografico. Christian De Sica, uno degli attori più legati a Vittorio Cecchi Gori, ha dichiarato all’agenzia Adnkronos: «Sono meravigliato che a quel signore che ha ucciso quel ragazzo hanno dato cinque anni di condanna, mentre Cecchi Gori è stato punito con otto anni per bancarotta.

Vittorio è stato fregato da tutti nella vita. Non capisco come ragiona la nostra giustizia. E poi, portare in carcere un povero vecchio malato. È un po’ una follia».

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