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Viola pallido, nel silenzio. Finale in crescendo, ma fragilità tecnica

La Fiorentina pareggia 0-0 a Udine: brutto primo tempo, meglio nella ripresa. Qualche occasione, un palo ma anche diversi errori.

Che Fiorentina torna da Udine? Di certo una squadra convinta, capace di correre per novanta minuti, testarda abbastanza da mettere in crisi la squadra bianconera soprattutto nel secondo tempo. Il che dimostra che il lavoro di Iachini inizia a dare i suoi frutti.

Ora la squadra viola sembra un pochino più sicura, non molla mai e ha una bella dose di faccia tosta. Resta il fatto, però, che se a questa Fiorentina togli Castrovilli e Chiesa, tutto si smonta come un castello di carte. Eccolo il vero limite della Fiorentina, la sua fragilità tecnica.

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Non è un caso che per settanta minuti Iachini abbia giocato con gli stessi uomini, scrive La Repubblica.

BUONA RIPRESA. E dire che davanti aveva un’Udinese non certo irresistibile. Sì, nel primo tempo la squadra di Gotti ha mostrato un po’ di intraprendenza, ma rischi veri Dragowski non ne ha corsi.

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La Fiorentina ha controllato, ha cercato di dare un senso alle indicazioni di Iachini, ha provato a far girare il pallone ma il gioco viola sembrava un meccanismo arrugginito. Bello il secondo tempo viola. Pimpante, in eterno movimento, in cerca di un futuro.

OCCASIONI.

La Fiorentina ha provato a dare forma ai suoi pensieri calcistici contando sulla solidità di Milenkovic e Caceres in difesa, sfruttando la velocità di Lirola e le intuizioni di Castrovilli, ma soprattutto sperando che Chiesa trovasse lo spunto vincente.

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O magari Vlahovic. Invece la palla buona ce l’ha avuta Duncan (78’), che però se l’è allungata troppo. A Chiesa, invece, rimane la rabbia per quel gol che non è arrivato (92’) nonostante avesse fatto tutto bene. Peccato, perché arrivati a quel punto forse la Fiorentina avrebbe anche meritato di vincere.

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