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Vergine: "Squadra B tema a noi caro. Centro sportivo giovanile significa futuro"

Ospite de 'Il Mercoledì di Platinum Calcio', il Professor Vincenzo Vergine, responsabile del settore giovanile viola, ha rilasciato queste dichiarazioni, a cominciare dal tema odierno delle Squadre B: "Il tema delle seconde squadre affonda radici ad oltre un decennio.

Appena arrivammo a Firenze, Pantaleo Corvino fu uno dei primi a cercare di far capire l'utilità. All'epoca, il passaggio dalla Primavera alla Serie A era complicato, avevamo una percentuale del 16%. Quattro anni fa, a livello nazionale fu deciso di tagliare un anno del campionato Primavera, dalla sera alla mattina, la formazione è stata fatta terminare a 19 anni, con la conseguenza di rendere ancora più netto il divario.

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Si passò così al 7%, di calciatori che hanno fatto il salto dalla Primavera alla Serie A. Poi si è tamponato un po' con gli obblighi delle rose. Fare le seconde squadre significherà far continuare la formazione dei ragazzi, con la stessa maglia addosso che li ha visti crescere".

"Le seconde squadre hanno un senso per le grandi squadre, le più importanti d'Italia, per far crescere i ragazzi con la filosofia dell'appartenenza, con tecnici formati dalle società".

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"Il centro sportivo giovanile?

Sarà la base di un grande futuro. Quando una società passa dalle parole ai fatti, questo significa che ci sarà futuro. Faremo cose importanti, cercheremo di creare le condizioni per rendere questa maglia sempre competitiva. Per noi è un orgoglio avere una proprietà che creda in questo progetto.

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Questo creerà senso di appartenenza, unità, lavoro d'insieme e comunicazione tra i vari staff. L'obiettivo è far stare tutti insieme, anche le donne. Poi vedremo come sviluppare il progetto, perché noi siamo tanti. Solo nel settore giovanile abbiamo 11 squadre, ovvero 260 atleti.

Crescono anche le donne, perché oltre alla prima squadra siamo arrivati già ad avere 100 ragazze del settore giovanile".

"Lavorare con i giovani è difficile, per andare a regime servono almeno cinque anni. Noi questa attività l'abbiamo iniziata nel 2005, dove non si ereditò niente, se non una maglia gloriosa.

A Lecce avevamo costruito un bel modello. Quando mi sentite arrabbiare sui vari modelli, io dico che nel tempo un modello deve dare i suoi frutti. Spesso sento venire fuori un modello all'anno. Io sento spesso parlare di modello Udinese, Sampdoria, Atalanta etc...

Io dico che la Fiorentina è un modello. A livello giovanile abbiamo prodotto uno stampo. Abbiamo prodotto 32 giocatori sparsi tra Serie A, Serie B ed estero. Un settore giovanile non si misura dai trofei, anche se in questi anni ne abbiamo vinti quattro e purtroppo abbiamo perso tante finali".

Sui giovani in prima squadra: "Il compito del settore giovanile è quello di portare quanti più prospetti possibili alle soglie della prima squadra.

Stiamo cercando di capire i criteri e la stagione di partenza. Chi farà parte della Squadra B, non farà parte della Primavera, ma ancora stiamo cercando di capire".

Sulla prima squadra: "Questo gruppo è fantastico. E' nato in ritardo, a fine agosto quando eravamo in costruzione.

Tanti nuovi, l'allenatore è stato bravo a lavorare ed a superare lo scetticismo iniziale. Siamo partiti con il vento contrario e la squadra piano piano ha fatto dei risultati. Con un percorso lineare. Questa tragedia che ci ha colpito, oltre ad aver fatto tirare fuori qualcosa in più dal gruppo, ha resettato tutto ed ha fatto si che tutti pensassimo solo al bene della maglia".

Su Vlahovic: "E' un profilo importante, è nell'orbita della prima squadra.

E' stato con Pioli, ha grandissima prospettiva".

Sul più grande rimpianto: "Carraro, un ragazzo del '92 che aveva grandissime prospettive. Spesso molti giornalisti lo sparavano a tutta pagina e noi dicevamo che stavano facendo il male del ragazzo.

E' mancato il processo di finalizzazione, per questo sono fondamentali le seconde squadre".

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