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Vecino, che intuizione: pagato 2 mln da Pradé-Macia, ora vale 20. Ma resterà

Sul campo quel giorno giocavano National e Peñarol, in tribuna c’era Eduaro Macìa, uno che di giocatori ci capiva parecchio. Quel ragazzone giovanissimo che giocava punta si chiamava Matias Vecino. Eduardo prese il blocchetto e scrisse il nome.

Il destino aveva voluto che anche Daniele Pradè avesse visto il ragazzone in Uruguay. Anche lui si era segnato il nome e quando i due si ritrovarono a lavorare per la stessa società, la Fiorentina, quel nome era tornato fuori.

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Su Matias Vecino c’era molto da lavorare, ma già l’idea di un possibile passaporto comunitario aveva reso l’operazione una vera opportunità. Così scrive La Repubblica.

Vecino fu pagato al National 2 milioni e duecentomila euro.

Una scelta intelligente quella di mandare l’uruguayano a Empoli con Sarri. E vincente, perché a trenta chilometri da Firenze Matias Vecino è diventato grande. E diventato a stretto giro un pezzo pregiato del mercato. Anche perché il suo maestro Sarri fa sempre il suo nome, quando pensa al centrocampo.

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Già un anno fa il suo cartellino era valutato una ventina di milioni. Ma per Vecino è tempo di fermarsi: non partirà. "Voglio restare", ha dichiarato. Bilancio permettendo.

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