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Sartini: «L'arrivo di Paratici ha portato serenità anche a Vanoli. Piccoli? Non può essere la prima scelta davanti se vuoi tornare in Europa»

«La Fiorentina è tornata a giocare da gennaio in poi, con Vanoli è da quinto/sesto posto in classifica»

Vanni Sartini, tecnico e general manager degli HFX Wanderers, è stato contattato da Radio Bruno per commentare la stagione della Fiorentina: «La classifica del girone di ritorno vede la Fiorentina tra il quinto e il sesto posto. Ci ha messo un po' a carburare Vanoli ma il cambio di direttore ha agevolato la risalita in campionato. Quando è arrivato Paratici si è subito capito chi comandava. Pradè aveva sbagliato scegliendo Pioli ed è stato giustamente cambiato. Poi c'era stata anche la morte del presidente di mezzo. La rosa non è stata stravolta a gennaio ma la nuova linfa del mercato ha aiutato a riportare la Viola dove merita».

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ALLENATORE. «La Fiorentina è tornata a giocare da gennaio in poi. Era stata progettata per fare tanto possesso, stare nella metà campo avversaria. Una volta capito che ciò non era praticabile si è deciso di abbandonare il palleggio a pro di centrocampisti di inserimento e un gioco molto più verticale. Avere ricambi poi ha fatto respirare la squadra, che con Pioli mollava completamente la presa nei secondi tempi e nei finali di gara. Dato che Vanoli non è stato ancora confermato, credo che la società si stia muovendo per cercarne uno diverso».

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PICCOLI. «È un buon giocatore, fa tantissimi bei movimenti, liberi spazi, agevola il gioco della squadra… Certo è che non si tratta di una punta da 20 gol a stagione. È stato anche penalizzato dal modo di giocare di Vanoli, dove ci sono centrocampisti, vedi Ndour, che si inseriscono. Se la società vuole tornare in Europa, però, non può contare su Piccoli come prima scelta in attacco. A gara in corso invece è di ottimo livello».

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