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Van Basten: "Abolirei il fuorigioco. In Italia si pensa troppo a soldi e tv, mai al tifoso. Gli shoot out..."

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Marco Van Basten, che alla Fifa ha la delega per l’innovazione tecnologica, parla così del nostro campionato e del futuro del calcio: «Non posso pensare ai cinesi padroni di Inter e Milan, due società così gloriose devono restare agli italiani.

Non è solo una questione di fascino e storia, di Moratti o Berlusconi. C’è anche la passione: non ha prezzo. No, il Milan ai cinesi proprio non mi va giù».

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La Serie A una volta era l’ombelico del mondo. Cosa abbiamo sbagliato?

«Avevate il campionato più ricco e più bello. Tutti volevano venire in Italia. Non avete saputo gestire il vantaggio: tra scandali, strutture inadeguate e liti, ora siete dietro. L’errore? Pensare troppo ai soldi: si gioca troppo, si fa tutto per lo spettatore televisivo e nulla per il tifoso, si organizzano tournée estive inutili.

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Si pensa solo all’oggi, dimenticandosi del domani. Non dovete sorprendervi se siete dietro ora».

Come si tutela il calcio secondo lei? «Dico una cosa che non farà piacere a tanti dirigenti: bisogna giocare di meno. Ci sono troppe partite, si arriva a giugno usurati.

E i grandi campioni faticano. Occorrono 4 settimane di vacanze e 4 di preparazione. I tornei a 20 squadre sono stressanti. Il Mondiale allargato a 48 squadre? Si fa ogni 4 anni e dura sempre un mese. Bisogna ridurre i campionati nazionali e rinunciare a qualche soldo.

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Avremo calciatori a posto fisicamente e gare più spettacolari. Così evitiamo di vedere Cristiano Ronaldo giocare la finale di Champions a Milano zoppicando e l’Italia decimata dagli infortuni all’Europeo in Francia».

«Beh, ho un’idea molto estrema: abolire l’offside.

Ma è una mia opinione e credo resti tale. Certo, le gare sarebbero più spettacolari. Restando alle cose possibili, lavoreremo per ottimizzare questa regola e altre, penso ai falli di mano e alle trattenute, insieme con i vertici arbitrali.

Tutte le proposte di modifica vanno comunque discusse in sede Ifab».

Oltre alla Var, come si possono aiutare gli arbitri? «Non vogliamo più vedere le scene da far west con tutti i giocatori che circondano il direttore di gara dopo un provvedimento contrario.

E’ una brutta immagine soprattutto per i ragazzi che guardano la tv. Dovrebbe essere sempre il capitano a parlare con l’arbitro, e in modo rispettoso. Come facevano Baresi o Maldini. Ecco perché pensiamo a delle sanzioni, come un giallo, per chi non rispetta queste regole».

Altre priorità?

«Per abolire il pari ai Mondiali nella fase a gironi introdurrei gli shoot out: 5 azioni con il giocatore che parte dai 25 metri e ha otto secondi per far gol. E poi aumentare il gioco effettivo, ora si perde troppo tempo. Bisogna combattere la tendenza, introdurre punizioni e ammonizioni per chi finge un infortunio, ci mette una vita per una sostituzione oppure prende il pallone in area su una rimessa dal fondo sapendo che non rischia nulla».

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