"Un minuto dopo"... è tempo di bilanci di una stagione disastrosa. Della Valle, i dilemmi sul futuro e i tempi stretti per programmare
La corsa salvezza ha rimandato i processi, ma ora tutti si devono prendere le responsabilità di un'annata rovinosa. Aspettando le decisioni (e magari le parole) dei Della Valle.
Prima c'era da salvarsi, ora è tempo di bilanci. Necessario tirare una riga, al termine di una stagione disastrosa. Dall'"obiettivo 7° posto" alla salvezza all'ultima giornata, con la tensione fino all'ultimo minuto di una partita giocata confidando nello 0-0.
I fischi assordanti del Franchi alle 22.25 di domenica sera chiudono un'annata iniziata nella mediocrità e finita con il terrore della Serie B. Un crollo verticale di una squadra costruita male che passo passo ha perso le proprie (poche) certezze, palesando limiti e paure.
Un deficit di personalità e qualità, unito a qualche singolo che sembrava aver staccato la spina da un pezzo. Ne è nata la peggior Fiorentina dell'Era Della Valle. PROPRIETA'. Parti di responsabilità per il tracollo generale da dividere tra i diversi protagonisti.
A partire dalla proprietà, che ovviamente muove le linee guida, dal monte ingaggi (che comunque era l'8° del campionato, non il 16°) agli obiettivi. L'autofinanziamento ma non solo, perché si può far bene calcio anche a costo zero o spese ridotte (l'Atalanta, ad esempio, ha il bilancio in utile da tre anni di fila).
La scelta dei manager, la direzione generale è ad opera di chi guida la 'baracca', così come la gestione di diversi momenti decisivi che non ha portato effetti positivi. Il distacco (ormai da anni) di Diego Della Valle, le visite quasi settimanali di Andrea Della Valle, i summit e le riunioni nei momenti cruciali che hanno poi portato alle dimissioni di Pioli.
E poi il rapporto con Firenze, ormai deteriorato irrimediabilmente, la scelta di richiamare Montella, fino alla lettera di Diego che ha scosso e infervorato ulteriormente l'ambiente. 'UN MINUTO DOPO...'. "Un minuto dopo la fine del campionato ci saranno molte cose che noi vogliamo affrontare con chiarezza e consapevolezza di quello che vogliamo fare",disse DDV due settimane fa.
Frasi che i tifosi e la piazza si sono segnati, ora si attendono parole e dichiarazioni sul futuro. Magari anche un'analisi delle ultime stagioni, chiara appunto, su cosa è andato e su cosa non è andato (molto). Nel mezzo, da quella lettera, la 'bomba' da Oltreoceano con la trattativa con Rocco Commisso che ha sconvolto ancor di più il mondo viola.
"Convocare un consiglio di amministrazione urgente", il messaggio appena dopo Fiorentina-Genoa. Intanto il cda è stato fissato per venerdì: una riunione importante, forse decisiva, che senz'altro potrà chiarire la posizione dei Della Valle sulla questione Commisso.
Visto che reazioni non ne sono arrivate. Si parla anche di interesse di altri soggetti per la Fiorentina, che però non può certo avere adesso il valore stimato fino a qualche tempo fa dai fratelli marchigiani. Da imprenditori, vendere una Fiorentina al 16° posto non può essere lo stesso che cederla in zona Europa.
Anche se, visto il rapporto con Firenze, sembra difficile tornare indietro e capire come poter andare ancora avanti. UOMINI MERCATO. Si parlava di responsabilità. Di certo la loro parte ce l'hanno anche Corvino e Freitas. Direttore generale e direttore sportivo, il secondo già partito, il primo ancora al suo posto.
Una Fiorentina costruita, dopo i grandi incassi, con spese da oltre 150-160 milioni in due anni e mezzo. Cifre considerevoli, che hanno prodotto una squadra al 16° posto, che ha rischiato di retrocedere. Una formazione giovane e senza punti di riferimento, con lacune croniche, con singoli che si sono involuti, con giocatori sopravvalutati.
Si diceva che Pioli era un limite per la crescita di diversi giocatori e della squadra, probabilmente il tecnico parmigiano aveva le sue colpe ma non era il freno decisivo per una Fiorentina non adeguata a lottare per l'Europa.
SCOMMESSE PERSE. E pesano, enormemente, le scelte sul mercato. Al di là della vicenda Commisso, il ciclo di giocatori è destinato a chiudersi dopo appena due anni. Molto pochi, per una squadra di giovani che nelle idee originarie doveva crescere insieme ed essere cementata anno dopo anno, per riportare poi la Fiorentina in Europa.
In pochissimi meriterebbero la conferma in caso di costruzione di Fiorentina competitiva. Diversi 'colpi' onerosi di questi anni hanno 'steccato' (Simeone, Benassi, Hugo, Saponara), così come tanti giocatori acquistati per 3-4-5 milioni (da Norgaard a Gaspar, da Eysseric a Cristoforo, Maxi Olivera, Diks, Zekhnini, Hristov).
Per non parlare dei prestiti (tanti e in ruoli chiave), il vero limite di questa squadra. Su tutti Pjaca e Gerson: grandi aspettative, specie sul bianconero, ad inizio stagione, dovevano essere i tasselli di qualità in più per la squadra.
Invece si sono rivelati enormi flop. Male anche Edimilson e Mirallas, che non hanno certo dato quel che gli uomini di mercato si aspettavano. Poi la mancanza sanguinosa di un regista dopo Badelj (davvero non poteva essere trattenuto?), di un vice Simeone da inizio anno.
Scelte negative in serie che inevitabilmente hanno portato al di sotto delle ambizioni (7° posto) di inizio stagione. TECNICI. La sua parte di 'colpa' ce l'ha poi anche Pioli, per una Fiorentina che fino ad inizio aprile non ha avuto un gioco, se non l'idea di affidarsi al 'fuori categoria' Chiesa.
Qualche exploit e gare dignitose con le big, rimonte anche con il cuore, ma tantissimi rimpianti per punti persi specie nel girone di andata. Una squadra che giocava più sull'onda emotiva che trascinata dalle idee, e quando la situazione è precipitata il tutto è stato evidente.
Una squadra che dal marzo 2018 si era unita nel nome di Davide, spinta da una forza interiore enorme che aveva trasportato tutti, e forse anche illuso sulle reali potenzialità di tanti giocatori. Poi Pioli, che aveva commesso i suoi errori a livello di scelte e gestione, è stato toccato nell'orgoglio, nella professionalità e nella serietà di persona.
E dopo le sue dimissioni è arrivato Montella. A questo punto, impossibile non trovare responsabilità anche nell'Aeroplanino per un finale in picchiata. C'è modo e modo di subentrare in corsa, pur con una squadra mediocre e lontana dalle idee dell'allenatore.
Montella, per responsabilità non solo sue, non ha saputo invertire la rotta, né trovare un filo conduttore. Otto partite, sei sconfitte e due pareggi. Zero vittorie. Un po' di sfortuna sì, ma anche incapacità di tenere un gruppo fortemente legato a Pioli.
È tornato con entusiasmo dopo la forte rottura con i Della Valle del 2015, dopo il disastroso finale di quest'anno ha perso anche credito nei confronti dei tifosi. E nel vortice dell'incertezza per il futuro, nonostante gli altri due anni di contratto, ci è finito anche lui.
CHI VA IN CAMPO. Quindi la squadra. I giocatori. Che senz'altro potevano, e dovevano, fare di più. Perché senz'altro il 'modello Fiorentina' non è adesso paragonabile a quello Atalanta, come diversi poco tempo fa volevano invece rivendicare, ma sicuramente in campo in tanti hanno reso meno del necessario.
Se Simeone ha sbagliato quantità industriali di gol, alcuni anche clamorosi, è poco colpa di proprietà, società e allenatore. Se tra centrocampo e difesa si sono ripetuti errori anche banali, di partita in partita, idem. Qualcuno ha anche staccato colpevolmente la spina in anticipo, e quando c'era bisogno di riattaccarla per il rischio retrocessione era ormai troppo tardi.
Altri hanno palesato deficit evidenti di personalità. Tutti, in generale, si sono involuti rispetto a pochi mesi fa. E praticamente nessuno è riuscito ad emergere dalla situazione complicata, se non Chiesa. Il vero 'fuori categoria', a livello tecnico e non solo.
A 22 anni, tra l'altro. INTERROGATIVI E TEMPI STRETTI. Proprio Chiesa è uno dei grandi interrogativi per il prossimo futuro. Può, uno come lui, rimanere in questa Fiorentina? Sicuramente no in una squadra che non lotti per alti obiettivi.
E che non abbia idee chiare per il futuro. Anche a livello economico. Un'incertezza generale che regna sovrana. In attesa del cda di venerdì, delle parole dei Della Valle, della verità su Commisso e sull'interesse di altre realtà per la Fiorentina.
Intanto il mercato e la programmazione sono fermi da un po' di tempo. Lo ha confermato anche Montella, oltre che tanti addetti ai lavori. Situazioni congelate, trattative ferme, nessuna mossa. Nel calcio, questo è un momento importante per muoversi in anticipo e programmare a livello di strategie e di contatti.
Ci sarà una cessione imminente della Fiorentina? Verranno prese altre decisioni? Il tempo scorre, il calcio non aspetta. Il futuro di Chiesa, ma anche di Milenkovic, Veretout e gli altri che potrebbero partire. E con una squadra molto probabilmente da rifare, e 25-26 giocatori che torneranno alla base dopo i prestiti, di lavoro da fare ce ne sarebbe e come.
Già, ma chi dovrebbe portarlo avanti? Grande punto interrogativo. Incertezze sulla dirigenza (Corvino o non Corvino, qualcuno con o al posto del dg), incertezze sulle mosse della proprietà. Incertezze fino all'allenatore. Per ricostruire dopo un disastroso 16° posto, ci sarà da aspettare.



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