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Un calcio diverso: gare infinite tra cambi, time out e Var. Partite fino a 110'

Le sostituzioni saranno cinque, ci sarà il cooling break per il caldo e attenzione all'aspetto disciplinare dei giocatori

Partite con i tempi supplementari, anche se non ci saranno i supplementari. Un supplemento d’orologio che il calcio post-Coronavirus porterà nelle nostre case (speriamo) dalla fine di maggio. Le partite di calcio dureranno molto di più, scrive il Qs - La Nazione.

Il 4 maggio ripresa degli allenamenti seguendo il protocollo medico che ieri la Federazione ha consegnato al ministro Spadafora, poi a fine mese il ritorno in campo a porte chiuse con le semifinali di Coppa Italia il 27 e 28 maggio, la finale forse il 2 giugno e via al campionato da concludere entro il 2 agosto.

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COME I SUPPLEMENTARI. Il tempo – inteso come timing ma anche come meteo – sarà il vero, grande nemico. Ai novanta minuti delle partite, oltre al tradizionale recupero, si dovranno sommare (pare scontato) i 30 secondi per ciascuna sostituzione, che saranno 5 per squadra per evitare il surplus di affaticamento di chi, per due mesi, giocherà ‘a martello’ nel weekend e in mezzo alla settimana.

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Poi, ci sono da conteggiare gli interventi Var, che si aggiungeranno alla media recupero della Serie A: circa 6 minuti e mezzo. Inoltre, sono previsti due cooling break a gara. La pausa scatta se la temperatura è superiore ai 32 gradi, può durare fino a tre minuti e viene utilizzata dai calciatori per reidratarsi.

Dunque, altri sei minuti, che sommati al recupero che arriverà a otto minuti e mezzo contando le quattro sostituzioni aggiuntive, si giunge a un quarto d’ora di gara in più. Considerando le chiamate al Var (fino a 2’ e 11” ciascuna) ecco che si andrebbe abbondantemente oltre i 110 minuti.

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TUTTO DIVERSO. Tutto sarà diverso. Dagli allenamenti, al turn over che si annuncia ampissimo, all’alimentazione che dovrà sostenere la resistenza, fino alla gestione delle gare, con il pressing che sarà meno pressing e il ritmo che sarà meno ritmo.

Poi, stadi vuoti, silenzio assoluto, microfoni aperti e ogni parola detta in campo che entrerà nelle nostre case. I giocatori dovranno stare attenti agli eccessi verbali con i direttori di gara. I quali, se in una partita normale possono sorvolare su un vaffa fingendo di non aver sentito, ora non potranno più farlo.

Dunque, c’è il rischio di tolleranza zero e ‘rossi’ a pioggia.

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