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Un anno dopo, i pensieri per il Capitano: i vostri 4 marzo

Oggi, 4 marzo, è una triste data per tutti i tifosi viola e non solo. Un anno fa infatti se ne andava il nostro Capitano. Abbiamo raccolto i vostri ricordi a lui dedicati

Era domenica mattina, il giorno del mio compleanno, finalmente! Avevo invitato a pranzo i miei amici di sempre, c'erano i 50 anni da festeggiare, li portavo in campagna in un agriturismo vicino a casa dov'ero nato, tutto era stato accuratamente preparato, eravamo in una ventina, i migliori, peccato solo che non avrei visto la fiorentina, giocava troppo presto...

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Ma non si può aver tutto.

Arrivo all'agriturismo da buon ultimo, come si conviene ad un festeggiato. Mi dicono che è morto Davide. Non ci credo, dev'essere uno scherzo...

Dico sì, sì, sarà. Faccio finta di nulla, ma è troppo stupido come scherzo.

E poi perché lui? Guardo di nascosto al telefonino: è vero.

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Ecco, quel giorno lì, il mio compleanno, sì è fermato verso le 13, non mi ricordo nient'altro. da Carlo

  Ricordo quella maledetta domenica come se fosse ieri. La notizia della tua morte, la speranza che fosse l'ennesima bufala, l'annuncio al telegiornale "Davide Astori, capitano della Fiorentina, è stato trovato morto nella sua camera d'albergo a Udine".

Un pugno allo stomaco, un dolore incredibile e l'incapacità di farsene una ragione. Hai lasciato un vuoto enorme Davide, impossibile da colmare! Ma, anche se non sei più davanti ai nostri occhi, sarai per sempre nel nostro cuore.

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Ciao Capitano, ci manchi proprio tanto! da Chiara Lazzeri  

Stavamo andando a votare, io e mio marito. Un conoscente ci dà la notizia della tua morte. Torniamo di corsa in macchina, accendiamo la radio. Parlano di te al passato: allora è tutto vero.

Poi allo stadio, per portare un fiore. C'è già tanta gente lì davanti, la tua gente. E io non avrei voglia di andarmene più, vorrei stare sempre all'Artemio Franchi. Come se stando lì io potessi respirare ancora qualcosa di te.

Poi il funerale, tanta gente, le belle parole... E a un anno di distanza il dolore per la tua morte è ancora molto vivo. Allo stadio, a ogni tredicesimo, io mi commuovo. E penso a te, alla tua piccola bambina, ai tuoi cari.

Oggi andrò allo stadio a portare un fiore.

Vorrei fare di più, ma non posso. Ma ricordarti nei miei pensieri, questo lo posso fare. E non scordarti mai. da Anna Pampaloni

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