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U21, orgoglio Berna, ma è solo un'illusione: l'Italia si inginocchia davanti a Saul

'Spagna show, Bernardeschi è un'illusione', titola La Gazzetta dello Sport sulla semifinale Under 21. Le lacrime segnano il viso degli azzurri e danno un senso più romantico e umano della contesa. Ha vinto la Spagna, come troppe volte succede a livello internazionale da una decina di anni.

Ma l’Italia stavolta ci ha provato sul serio, con le armi che aveva a disposizione. Serviva un’impresa, lo sapevano tutti. E nessuno si è tirato indietro. Però è giusto rendere omaggio a una squadra spettacolare e cinica, devastante quando decide che è arrivata l’ora di affondare, di rompere l’equilibrio e di strappare il match.

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Troppo forte questa Spagna, non solo per noi.

Quattro vittorie in 4 gare all’Europeo, senza mai andare sotto, gestendo i ritmi del match a proprio piacimento e spesso dando la sensazione addirittura di non strafare, di averne ancora di scorte di riserva, pronte in caso di massima necessità.

Però stavolta contro gli azzurri è stata molto più dura di quanto probabilmente la Rojita immaginava. Almeno finché si è giocato in undici contro undici nulla sembrava scontato, anzi. Poi l’ha decisa Saul, il fuoriclasse per eccellenza, quello che a 22 anni ha già giocato due finali di Champions con l’Atletico Madrid e deciso una semifinale.

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Tre gol, uno più bello dell’altro: tre lampi che hanno abbattuto la resistenza azzurra e trascinato la Rojita in finale.

L’era di Di Biagio finisce con grandissima dignità e anche un pizzico di esaltazione. Quella che per cinquanta minuti permette ai tifosi azzurri presenti a Cracovia di credere davvero nell’impresa.

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Chiesa ci prova nel primo tempo, mentre Bernardeschi ci mette orgoglio enorme, e con un assolo personale l’Italia rientra quasi a sorpresa nel match.

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