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Tuttosport - Il messaggio di Paratici e l'appello all'unità dal Viola Park

Momento determinante, dieci finali da giocarsi tutti insieme. Questa è la speranza da casa Fiorentina

La Fiorentina si sta aggrappando a un dato di fatto in vista dello sprint decisivo: per la prima volta da quando è iniziato il campionato è fuori dalla zona rossa. E' la prima settimana in cui dirigenti, allenatore e giocatori lavorano senza la nuvoletta fantozziana della... retrocessione, scrive Tuttosport.

FIDUCIA. Nessuno si illude e pensa che il peggio sia alle spalle e la salvezza ormai acquisita: la strada è ancora lunga e piena di insidie, e la squadra sta ancora mancando sul piano del gioco, dell'atteggiamento e della continuità (chissà mai se riuscirà a colmare tali lacune in questi ultimi mesi: in ogni caso Paolo Vanoli e il suo lavoro godono di fiducia rinnovata dal club anche in queste ore). Da qui alla fine mancano dieci partite, dieci “finali” come vengono definite nel clan viola. A partire dal delicatissimo scontro diretto lunedì in casa della Cremonese

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IL MONITO DI PARATICI. Non è un caso che dal giorno del suo insediamento, lo scorso 5 febbraio, il neo direttore sportivo Fabio Paratici abbia sollecitato tutti «a mettere la testa nel carrarmato» e a essere consapevoli che fino al termine del campionato ci sarà da lottare, lavorare e soffrire per la salvezza. Messaggio che l'ex dirigente di Juventus e Tottenham non ha mai smesso di ripetere insieme all'invito, fatto trapelare in queste ore di concerto con il direttore generale Alessandro Ferrari, a fare quadrato e a stare tutti uniti, comprendendo il malcontento e la preoccupazione dei tifosi ma ribadendo anche che nessuna componente di questa Fiorentina, partendo dai giocatori che «erano devastati dopo lo 0-0 con il Parma perché tutti volevano vincere quella partita», può essere soddisfatto. Però adesso, in questo momento determinante della stagione, «c'è bisogno di un clima collaborativo tra club, squadra, tifosi e media». Di qui anche la rinnovata fiducia a Vanoli cui la società riconosce il merito di aver rimesso comunque in moto una squadra che aveva fatto 4 punti in 10 partite. 

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