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Tuttosport - Fiorentina in crisi: pochi gol, difesa fragile e calendario da brividi

I viola restano fuori dalla zona retrocessione, ma numeri, prestazioni e prossime sfide tengono alta l’allerta salvezza 

Una sola rete nelle ultime tre gare di campionato, 20 punti in meno rispetto alla scorsa stagione - il peggior dato dell’intera Serie A - e appena due trasferte su 14 concluse senza incassare gol: bastano questi numeri per raccontare la crisi profonda della Fiorentina. Una situazione - come sottolinea Tuttosport - che alimenta rabbia e delusione tra i tifosi, tornati a contestare, e che diventa ancora più preoccupante alla luce di un calendario durissimo. 

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All’orizzonte ci sono infatti scontri diretti pesantissimi come quelli con Cremonese, Verona, Lecce e Genoa, ma anche incroci complicati contro squadre in corsa per traguardi importanti come Inter, Roma, Juventus e Atalanta. Senza dimenticare Sassuolo e Lazio, avversarie tutt’altro che semplici per una Fiorentina che oggi appare svuotata, senza continuità, idee e identità. Il vero problema è proprio questo: la squadra non riesce a dare seguito né alle prestazioni né ai risultati. E in questo momento contano soprattutto quelli. 

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I successi contro Como e Pisa avevano acceso qualche speranza, ma il ko di Udine e soprattutto il deludente 0-0 con il Parma hanno riportato tutti alla realtà, fotografando una stagione fin qui al di sotto delle aspettative. È vero che, per la prima volta dall’inizio del campionato, i viola sono fuori dalla zona retrocessione. Ma la classifica resta fragile e la tensione altissima, anche perché continuano a emergere con regolarità limiti tecnici, tattici e caratteriali

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Il dato offensivo è allarmante: un solo tiro in porta nelle ultime due partite, tanto che in casa viola si lavora senza sosta per recuperare Moise Kean, uomo decisivo nelle ultime due vittorie e considerato fondamentale per la sfida spareggio di lunedì contro la Cremonese. A rendere tutto più pesante c’è anche la fragilità lontano da casa: sono diventate 11 le trasferte consecutive di campionato in cui De Gea e compagni hanno subito almeno un gol. Un segnale chiaro di una squadra che fatica a reggere l’urto degli avversari e che non riesce a costruire certezze nei momenti chiave. 

Quella appena cominciata si annuncia come la settimana più delicata della stagione. Prima l’andata degli ottavi di Conference League al Franchi contro il Rakow, una partita da gestire senza complicazioni ma tutt’altro che scontata. Poi, subito dopo, la trasferta di Cremona, una gara che può cambiare il senso dell’intero campionato viola. Dal club è atteso il consueto invito alla compattezza, a restare uniti e a credere nella salvezza. Da parte di allenatore e giocatori arriveranno ancora messaggi di impegno, sacrificio e voglia di lottare. 

Ma adesso le parole non bastano più. Servono risposte concrete, perché la sensazione attorno alla squadra è quella di una fiducia ormai consumata. A sei mesi dal Centenario della Fiorentina, l’unico obiettivo davvero irrinunciabile è evitare il tracollo. Lo ha detto chiaramente Luca Ranieri: «Bisogna tutti dare di più e portare in salvo la Fiorentina». Un appello netto, che però dovrà trasformarsi in fatti. È questo che pretende una piazza sempre più amareggiata e che oggi si sente profondamente tradita.


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