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Tuttosport: Chiesa l'erede di Bernardeschi. Ma gli occhi della Juve sono sul n° 25 viola

In comune hanno il nome di battesimo. Entrambi Federico, entrambi promesse e (si spera) future certezze della Nazionale. Entrambi in passato allevati da Paulo Sousa e coccolati da Firenze, che non è stata solo culla del Rinascimento ma anche piazza produttrice di grandi calciatori.

Solo un Federico è rimasto idolo della Fiesole: Chiesa, figlio di Enrico, al quale si aggrappa una città intera per coltivare la speranza di un tipo diverso di rinascimento, quello Viola. L’altro Federico, Bernardeschi, ha compiuto il salto al quale nessun tifoso gigliato vorrebbe mai assistere: dalla Fiorentina alla Juventus, la rivale più detestata.

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L’addio di Bernardeschi fa male a Firenze per ciò che Federico, quello di Carrara, rappresentava: era il simbolo della rinnovata ambizione, né più né meno ciò che adesso l’altro Federico, il figlio d’arte, incarna, ovvero il futuro luminoso per la Viola.

Ecco perché il pensiero di Bernardeschi è una staffilata al cuore.

La medicina, dalle parti di Firenze, è rappresentata proprio da colui che ne ha raccolto il testimone. «Chiesa non sarà un nuovo Bernardeschi», è la certezza del popolo fiorentino che lo ha issato a bandiera.

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Tuttavia è indubbio che Marotta e Paratici analizzeranno la prova del talento viola anche con una prospettiva di mercato: del resto a chi non interessa un ragazzo di 20 anni titolare in una squadra di Serie A importante e già protagonista anche nell’Under 21?

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