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Tutti i dubbi di Iachini: allenamenti leggeri, rischio infortuni e caldo. Dura ripartire così

Beppe, tecnico fuori dal coro, ha tanti pensieri su questi giorni di ripartenza per i suoi ragazzi. Programma il lavoro, ma...

Gli sta piacendo ben poco del modo in cui il mondo del calcio sta affrontando la fase della ripresa. Dopo il lungo isolamento, Beppe Iachini sta riassaporando i primi segnali di normalità ma il percorso è ancora lungo. Da qualche giorno è tornato al centro sportivo, ieri sia di mattina che di pomeriggio.

Certo, non può dirigere gli allenamenti che sono individuali ma si aggiorna sulle condizioni dei singoli e programma il lavoro che la squadra dovrà fare non appena sarà possibile allenarsi in gruppo. Così scrive il Corriere Fiorentino.

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I DUBBI DEL MISTER. Secondo quanto comunicato ieri sera dal premier Conte da domani potranno tornare anche le sedute collettive, ma restano i dubbi sulla fattibilità visto che ancora non ci sono certezze sul luogo del ritiro imposto dalla Figc.

Ma Iachini resta preoccupato: dopo due mesi in cui i giocatori si sono allenati per forza di cose in modo un po’ improvvisato a casa, è convinto che servirebbe un allenamento più intenso e mirato. Durante le partite si fanno dei movimenti che non possono essere preparati solo correndo.

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Il rischio, inoltre, è di incappare in fastidi muscolari non appena si aumenteranno i carichi di lavoro. E ci sono già due esempi che lo hanno allarmato: Perotti della Roma e Manolas del Napoli, che si sono infortunati in questi primi giorni sul campo.

CALDO. Ad alimentare i suoi interrogativi c’è un altro aspetto tutt’altro che secondario: il caldo. Se il campionato dovesse riprendere a giugno, si giocherebbe a temperature elevate anche in notturna. L’allenatore è certo che il fisico dei giocatori dovrebbe essere accuratamente preparato, soprattutto dopo la lunga inattività.

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CASO-LAZIO. Un paio di settimane fa, Iachini fu una voce fuori dal coro. Il mondo del calcio dibatteva sulla ripresa degli allenamenti, soltanto lui disse che non era corretto che alcune squadre riprendessero prima e altre dopo.

Proprio per questo motivo lo ha indispettito (e non poco) il caso della Lazio. All’interno del centro sportivo di Formello, isolati dal centro abitato e con un telone a proteggere la vista dall’esterno, i giocatori di Inzaghi hanno già disputato delle partitelle che sono vietate dal protocollo.

CAMPIONATO? Iachini ha vissuto l’isolamento lontano dalla moglie e dai figli rimasti nelle Marche e li ha potuti sentire soltanto al telefono. Per tutti questi dubbi i pensieri di Iachini sulla ripresa del campionato il 13 giugno non sono sereni.

Crede sì nella funzione sociale del calcio, ma non a tutte le condizioni. Difficile, ad esempio, pensare a così tante partite senza i tifosi.

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