Tutti aspettano i colpi di Corvino ma per adesso è calma piatta. La Fiorentina è a Moena ma è troppo 'sola'. Kalinic, futuro tutto da decidere
È iniziata ieri la seconda e ultima settimana di ritiro della Fiorentina a Moena e dal mercato i segnali che arrivano sono di calma piatta. Della Valle, dirigenti, Pioli, giocatori, tifosi, attendono segnali forti da Pantaleo Corvino ma ancora niente.
Il Direttore Generale della Fiorentina ha il suo modo di lavorare, ha i suoi tempi, ha deciso di puntare su giovani per costruire il futuro dei viola. La Fiorentina, però, ha bisogno di essere protagonista nel presente. Per il futuro ci sarà tempo.
Vi avevamo detto che la società viola si aspettava da Corvino che la squadra fosse completata per l’80-90% entro la fine del ritiro di Moena, puntando anche sulla possibilità di poter prendere almeno due giocatori da 20 milioni con un ingaggio da 2 milioni a testa.
Giocatore che avrebbero dato uno spessore diverso alla squadra di Pioli, giocatori che avrebbero riportato entusiasmo. Soprattutto nella tifoseria. A proposito, quest’anno a Moena a livello numerico di presenze e a livello di disaffezione e disamore è stato senza dubbio (almeno fino a oggi) il più negativo.
Invece, niente.
Pioli deve lavorare con un gruppo di giovani, tre giocatori arrivati dal mercato come Vitor Hugo, Gaspar e Milenkovic, e diversi giocatori che hanno chiesto di andare via.
Certo, Corvino deve fare con quello che può. Non ha un budget da spendere, deve fare tutto con le cessioni e fino a oggi la società viola (tra nuovi arrivi e riscatto dei giocatori) ha già speso circa 30 milioni di euro.
Stefano Pioli sin dal primo giorno del ritiro di Moena ha ricordato che gli sono state fatte delle promesse: “Avrà una squadra competitiva”.
Sicuramente quella attualmente in suo possesso non può esserlo per obiettivi ‘importanti’ come per esempio tornare in Europa League. E pensare che solo pochi mesi fa gli obiettivi della Fiorentina erano quelli di vincere un trofeo e tornare in Champions League.
Il tecnico viola ha chiesto cinque giocatori per cambiare volto alla squadra: un difensore centrale destro, un mediano da affiancare a Vecino (attenzione all’Inter che fa sul serio, nei prossimi giorni arriverà una offerta alla Fiorentina che ribatterà come sul giocatore c’è una clausola di 24 milioni, peccato che scada il 10 agosto e dopo quella data potrebbero arrivare anche offerte più basse soprattutto se ci sarà la volontà del giocatore di andare via), due esterni e un attaccante.
Pioli non vuol fare e non farà polemica ma chiaramente si aspettava di poter lavorare a Moena con un altro gruppo.
Invece ci sono ancora molte domande senza risposte davanti alla volontà o meno di rimanere alla Fiorentina. Con Sportiello normato titolare è evidente che Tatarusanu chiederà di andare via (il Nantes al momento gioca al ribasso); Badelj ha il contratto in scadenza tra un anno, sperava di andare alla corte di Montella al Milan ma con la squadra che stanno costruendo difficilmente potrà trovare spazio per giocare.
Ecco, allora, le alternative potrebbero essere la Lazio o alcuni club della Liga.
Per Bernardeschi alla Juventus Corvino spera di chiudere in settimana. I giorni in più concessi al giocatore, al di là delle vacanze o meno, sono finalizzati a questo.
Brutto, però, pensare che un giocatore tenga in ‘scacco’ la Fiorentina. Discorso simile per Kalinic, anche se qualcosa è diverso. Come potrebbe esserlo il finale. L’attaccante croato alcune settimane fa aveva dichiarato che la sua avventura alla Fiorentina era finita e che avrebbe voluto giocare nel Milan.
Forse è andato un po’ lungo, un po’ troppo lungo. Il Milan, probabilmente, lo ha ‘usato’ per poter puntare su altri attaccanti, sicuramente più blasonati del croato. Una situazione che inizia a essere chiara al giocatore che prossimamente potrebbe fare anche un passo indietro, ammettere di aver sbagliato, chiedere scusa e continuare in viola.
Visto che non ci sono club italiani (il Milan era arrivato a offrire 17 milioni) o europei pronti a sborsare i 30 milioni di euro.
Resta il fatto, come dicevamo all’inizio, che è l’ultima settimana della Fiorentina a Moena. Nessuno lo dirà, nessuno lo ammetterà, ma Pioli, la squadra, tutti coloro che lavorano attorno alla squadra, sono in qualche maniera lasciati ‘soli’.
Al di là della presenza del vicepresidente Gino Salica (ultimamente non ha mai nascosto che la Fiorentina è in un momento di difficoltà) per la presentazione della squadra a Moena e quella di Giancarlo Antognoni (deve stare più al ViolaVillage che al campo perché i tifosi naturalmente conoscono più lui che i giocatori viola) nessun dirigente è salito a Moena per stare assieme al nuovo allenatore, alla squadra.
Per lanciare messaggi importanti a tutto l’ambiente viola. Andrea Della Valle non verrà, e per diverso tempo non lo rivedremo accanto alla Fiorentina. È rimasto male, molto male da alcuni degli striscioni di protesta. Nemmeno il presidente Cognigni salirà a Moena come con tutta probabilità Pantaleo Corvino.
Che si voglia ammetterlo o meno il distacco c’è, si vede, si sente. E chiaramente, di questo passo, il finale non può che essere uno solo…


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