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Tutti aggrappati a Chiesa: anche a Cagliari l'unico a salvare la faccia

Il gioiello viola ha stretto i denti per esserci in Sardegna, e si è inventato un gran gol nel deserto generale. E' la speranza per questo finale di stagione.

Quaranta metri di speranza e un lampo di luce nel buio quasi totale.

Federico Chiesa è l'uomo a cui aggrapparsi per questo finale di stagione, e la gara di Cagliari di venerdì sera non ha fatto altro che rafforzare il concetto. Nonostante non fosse al top fisicamente e avesse recuperato in extremis, è stato il miglior viola in campo.

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I suoi dodici gol stagionali, la sua classe unita alla determinazione, il talento che va a braccetto con il sacrificio, possono trasmettere ancora qualcosa a questo finale di stagione, faticoso senza obiettivi intriganti e reali, se non la speranza della finale di coppa Italia.

Così scrive Il Corriere dello Sport - Stadio.

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SPERANZA. Federico potrebbe fare un capolavoro magari proprio nella semifinale di ritorno con l'Atalanta a Bergamo o in generale potrebbe dare una speranza e un senso al finale di campionato che rischia di essere fra i più noiosi e difficili degli ultimi anni.

Chiesa funziona sempre. Risulta il migliore in campo e supera la sufficienza anche quando per quasi tutti gli altri è notte fonda. A Cagliari ha provato a riaprire la gara con un un'azione splendida, imbeccata da Gerson e conclusa con la dodicesima rete stagionale.

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Ha fatto di tutto per esserci in Sardegna, contro il Torino tornerà ad avere la fascia di capitano al braccio per la squalifica di Pezzella. In Coppa è il vicecannoniere del torneo, con 6 gol.

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