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Tesi, restyling Franchi?: “Solo se si salvaguarda l’identità. Ma la copertura sarebbe possibile”

Tra i progetti sottoposti a Rocco Commisso e al comune di Firenze c’è anche il restyling del Franchi. E’ possibile solo se viene mantenuta l’identità storica dello stadio

I vincoli in base al quale poter ipotizzare il restyling dello stadio Artemio Franchi saranno discussi a Firenze, scrive il Corriere Fiorentino. Al quotidiano parla così Valerio Tesi, architetto e dirigente dell’area funzionale patrimonio architettonico: “Non esiste una specificazione di parti vincolate da altre che non lo sono.

Anche perché non c’è un decreto specifico di vincolo sullo stadio ma una “declaratoria”, di Angelo Calvani, soprintendente nei primi anni ‘80. Fu lui, nel 1983, a stabilire che l’opera doveva essere soggetto alla tutela secondo la legge 1089/39, la cosiddetta legge Bottai”.

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Il vincolo, dunque, non deriva da un decreto ministeriale, ma da una decisione della soprintendenza locale, perché il Franchi, appunto, aveva appena compiuto mezzo secolo.

La chiave per avere successo, nella proposta del restyling, è evitare che “vengano fatte proposte progettuali che non muovono dallo studio ed analisi degli elementi significativi della struttura.

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Non si può fare tutto, ma molto: basta che venga fatto un progetto di restauro che riesca a far funzionare quella struttura in accordo alle esigenze e standard di oggi. Rispettando i suoi elementi più rilevanti, quelli di maggior quoziente culturale».

Quindi le sue scale elicoidali, la torre, la pensilina e le tribune devono rimanere: “Sulla copertura, nella misura in cui questa struttura riesce a rispettare la percezione, la visibilità, dello stadio, di questa icona di architettura, va bene”.

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aggiunge Tesi.

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