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Standing ovation per i tifosi in piedi allo stadio, dall'Inghilterra una rivoluzione che piace

Abolire l'obbligo dei posti a sedere è la richiesta di tutta Europa. Lo Shrewsbury fa da pionieri con una tribuna costruita anche con il contributo dei tifosi

Allo stadio? Meglio stare in piedi. Contrariamente a quanto si è detto e fatto negli ultimi 20 anni la nuova tendenza, che giunge da una espressa richiesta dei tifosi di tutta Europa, è quella di predisporre aree sicure in cui poter tifare la propria squadra senza l'obbligo di sedersi.

In questo senso la prima giornata di Football League inglese (League One, in particolare) ha rappresentato nella piccola Shrewsbury, in Inghilterra, una data storica che potrebbe presto influenzare tutto il calcio d'Oltremanica.

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Anche per questo chi progetterà i nuovi stadi italiani dovrà iniziare a ragionare in quest'ottica, quantomeno a valutare i pro e i contro. Celebre in Europa è il muro giallo dei tifosi del Borussia Dortmund, la più grande safe standing area in uno stadio di calcio, ma anche lo spicchio del Celtic in cui stazionano i tifosi scozzesi più caldi della squadra d'ispirazione cattolica di Glasgow.

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IN PREMIER C'E' L'OBBLIGO. In Inghilterra poco alla volta si stanno facendo passi avanti. I posti rigorosamente a sedere furono uno dei diktat imposti dopo la strage di Hillsbrough dal Taylor Act del 1991, che decretò un nuovo corso resosi necessario dopo il fallimento delle politiche tatcheriane degli Anni 80, che avevano imposto tra gli altri le “barriere anti-Heysel”, ovvero anti sfondamento grazie ad una cancellata che aveva fondamenta di cemento nel terreno, causando così la morte di 96 persone per schiacciamento prima della semifinale di Fa Cup tra Liverpool e Nottingham Forest a Sheffield.

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Dal 1991, e dalla nascita della Premier League, avere stadi tutti a sedere è diventato obbligatorio per tutti i club che hanno giocato per almeno tre anni nei primi due livelli (Premier e Championship) dal 1994 a oggi. E vale solo in Inghilterra, visto che il parlamento scozzese non ha mai recepito il Taylor act (da qui la tribuna del Celtic).

LA DECISIONE. Lo Shrewsbury, quindi, ha sfruttato la sua non militanza nelle categorie maggiori per diventare pioniere di questa nuova tendenza nella Football League. E curioso è anche il modo scelto per finanziare l'opera. Il club si è infatti rivolto a Tifosy, la piattaforma di cui è proprietario tra gli altri anche Gianluca Vialli, che ha promosso il crowdfunding raggiungendo in soli 78 giorni, il traguardo di 65.000£, grazie al contributo di più di 1.000 tifosi – a cui va aggiunta la cospicua donazione di un’importante società di betting online, FansBet.

Una soluzione, quest'ultima, molto dignitosa, ma che in Italia avrebbe qualche difficoltà di applicazione a causa del Decreto Dignità. Così, nella gara di sabato persa dallo Shrewsbury per 1-0 contro il Bradford, i tifosi hanno potuto occupare per la prima volta la tribuna che loro stessi hanno contribuito a far nascere.

I GRANDI CLUB CI PENSANO. Una novità che ora potrebbe essere imitata. Da mesi, va detto, anche i club di Premier League si sono espressi favorevolmente per abrogare gli obblighi previsti dal Taylor Act prevedendo l’utilizzo di queste nuove strutture che - va detto e ricordato - prevedono comunque che ci siano posti singolarmente assegnati e la possibilità per ciascuno di avere un seggiolino reclinabile alle spalle per eventualmente sedersi in caso di stanchezza o di ricerca di maggior comfort, magari tra un tempo e l’altro o nei tempi morti della gara.

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