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Stadio, guerra di nervi tra Fiorentina e Comune: si riparte

Nardella era andato incontro alle esigenze della Fiorentina, ma Commisso e Barone esprimono nuovi dubbi. Aspettando, forse, anche le elezioni

Un po’ più diplomatico Commisso, più incendiario Barone. La Fiorentina che torna a parlare sulla questione Franchi, a dieci giorni dalla conferenza stampa in cui il sindaco Nardella aveva annunciato la possibilità di giocare a Firenze anche la prossima stagione, è un mix di dubbi, interrogativi, decisioni ferme e nuove provocazioni. «Sicuramente rimanere al Franchi per una stagione è una buona cosa per noi e i tifosi, ma restano i soliti dubbi.

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Dove verranno presi i soldi per completare il Franchi? Come verranno trovati i soldi per finire il Padovani e quanto sarà l’affitto? Spero che le nostre domande avranno presto delle risposte, il nostro desiderio è di giocare al Franchi nel 2026, anno del centenario», ha detto Commisso, rimarcando la soddisfazione per un’altra stagione in casa ma ribadendo che la Fiorentina non è disposta a finanziare la parte mancante del progetto Franchi, 55 milioni, né a dare i 5 milioni per portare lo stadio provvisorio, il Padovani, a 18 mila posti.

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Così scrive La Repubblica. IN DISCUSSIONE. Ben più duro invece è stato l’intervento di Barone:«La vedo dura, ho sentito tanti proclami politici e spero che la vittima non siano i tifosi e neanche la Fiorentina. Ci sono tanti temi aperti, da definire, tipo il costo dell’affitto, la durata della concessione, vorrei capire il tema dei 22 mila posti di capienza per la prossima stagione se sono reali e poi capire la situazione della stagione 2025- 2026.

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Noi dobbiamo festeggiare i cento anni della Fiorentina e poi va capito il Padovani che nella nostra opinione non è una situazione chiara». Una bordata che rimette in dubbio l’impianto proposto da Nardella per il prossimo anno e che riaccende la discussione, con la sensazione che la dirigenza aspetti gli sviluppi delle elezioni per capire se il discorso Franchi non sia solo uno spot elettorale ma un inizio vero e proprio di progetto.

REAZIONE. Ufficialmente Palazzo Vecchio non risponde alla Fiorentina, ma è stata una giornata di forte irritazione in Comune: pur apprezzando le parole diplomatiche di Commisso non è stato gradito il non riconoscimento dello sforzo fatto dall’amministrazione per venire incontro alle richieste della società viola e dei tifosi.

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