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Sporchi e cattivi, per una volta calati nella parte

I giocatori della Fiorentina hanno finalmente abbandonato il vestito buono nel finale di partita

D'accordo i tre punti. La migliore delle notizie arrivate da Como. Ma sono anche altri gli aspetti positivi sui quali soffermarsi all'indomani di una vittoria che in pochi si aspettavano. Il focus lo vogliamo puntare sulla gestione degli ultimi dieci minuti. Porzione di partita nella quale la Fiorentina ha perso una marea di punti e - di contro - il Como era segnalato come una delle squadre più prolifiche.

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ROMPERE IL RITMO. Dopo l'autogol sfortunato di Parisi, la squadra di Vanoli è stata capace di andarsi a sporcare in praticamente tutte le azioni. In questo senso il complimento più grande è arrivato involontariamente da Fabregas. «Non si è più giocato», ha detto il tecnico spagnolo. Finalmente, diciamo noi. Uno dei grandi problemi della Fiorentina era proprio questo. Che nei finali di partita si è giocato fin troppo, compreso nel match contro il Torino. Si è compreso pochissimo (anzi, mai) il pericolo. 

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Inutile star qui adesso a ragionare su tempo effettivo e spettacolo per gli spettatori. In questo momento la Fiorentina ha bisogno di punti. Pensate al Cagliari. Che al Franchi ha rappresentato l'esempio perfetto del nostro discorso. Squadra fin troppo brutta da vedere, ma quando ha deciso di non far giocare più la squadra di Vanoli c'è stato poco da fare. E al Sinigaglia la Fiorentina ha gestito il finale da squadra che si deve salvare. Con l'elmetto in testa. O con la testa nel carro armato. Se preferite. Piccoli a far la lotta alla bandierina del calcio d'angolo. L'espulsione di Morata. Pongracic e Ranieri perfetti. Falli al momento giusto. Una somma di cose che ha portato il Como a innervosirsi e a non giocare più il pallone, con De Gea che ha corso pochissimi rischi. La tradizione calcistica fiorentina prevederebbe altro. Ma ora è il momento di turarsi il naso e fare punti. E per farli bisogna sporcarsi anche le mani. 

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