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Sousa ritrova Kalinic: con Chiesa energia positiva. In coppa per vendicare quella 'maledetta' finale

Come un nuovo acquisto, dopo il dietrofront che ha spiazzato (in positivo) tutti. Proprio quando sembrava già in partenza direzione Cina. È Nikola Kalinic l'arma in più di una Fiorentina in crescita, che a Napoli vuole godersi una serata di gala.

Dopo aver fermato gli azzurri al Franchi, sfiorando il colpaccio. Stavolta la gara è secca, e Sousa si affida ancora a Nikola. Scontata la squalifica contro il Chievo, sventato l'attacco cinese. Di nuovo là davanti, il numero 9 viola, pronto a guidare l'assalto al San Paolo dopo aver infilato la Juve.

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Bomber da trasferta, il croato.

Su 26 gol segnati in maglia viola, ben 15 li ha siglati lontano dal Franchi. Dati in controtendenza rispetto alla media: numeri da confermare, così come lo score che vede Kalinic a segno con continuità nelle grandi partite. La tripletta a San Siro dell'anno scorso, le tre reti in tre gare contro la Juve, così come il gol proprio al San Paolo nella scorsa stagione.

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Kalinic, adesso, specie dopo il no al Tianjin, è energia positiva per tutto l'ambiente. E Sousa vuole sfruttarla al massimo.

Energia, sfrontatezza, voglia di andare oltre i limiti. Caratteristiche anche di un Chiesa assoluto protagonista, uomo copertina e 'faccia pulita' di un calcio che può essere diverso.

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Giovane di personalità, la voglia di Chiesa sta coinvolgendo tutti. Una Fiorentina che ha ritrovato il sorriso, voglia di sorprendere. Sousa si affida a loro, a Napoli. Così come ai suoi 'pupilli', alle scelte migliori. Confermato con ogni probabilità Sanchez in difesa, così come il trio in mezzo Badelj-Vecino-Borja.

E poi Bernardeschi, altra 'creatura' di Paulo. Aspettandosi comunque qualche sorpresa, da opporre a Sarri e al suo lanciatissimo Napoli.

Un Quarto che ha il valore di Finale, perché ovviamente è da tutto o niente. Dentro o fuori, il sogno continua o finisce definitivamente.

L'opportunità più netta per arrivare a qualcosa di concreto, per la Fiorentina, ma un percorso fatto di ostacoli altissimi. Tutti ne sono consapevoli, tutti vogliono provare a stupire in una stagione fin qui anonima. Occasione, per qualcuno, per vendicare anche la finale di due anni e mezzo fa.

Era il 3 maggio 2014, quel Fiorentina-Napoli a Roma fu tutto fuorché una partita di calcio normale. L'atmosfera 'assurda' definita dagli stessi protagonisti, i tragici eventi fuori dall'Olimpico e la sfida iniziata con oltre un'ora di ritardo.

In tutto questo, le scene degli ultras in campo, i fumogeni, Genny a' Carogna e tutto il resto. Sul campo, una Fiorentina senza Cuadrado, senza Gomez, senza il vero Rossi. E Napoli che sfruttò una Fiorentina 'imbambolata' nel primo quarto d'ora.

Si ricorderanno di quella serata amara i tanti tifosi viola che saranno stasera al San Paolo, così come i senatori di Sousa: Borja Valero su tutti, ma anche Tomovic, Ilicic, e Gonzalo che stasera non ci sarà.

Motivazioni in più, in uno snodo cruciale della stagione viola.

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