Solomon e il sostegno al governo Netanyahu: polemiche per l'arrivo dell'esterno israeliano
Tifosi e politica si dividono sull'arrivo del calciatore di nazionalità israeliana, che in passato non ha nascosto il suo gradimento per il governo di Netanyahu
L'arrivo di Manor Solomon alla Fiorentina ha suscitato diverse polemiche. Sia da parte della tifoseria che da parte della scena politica fiorentina. E stavolta poco c'entra il rendimento sul campo dell'esterno classe 1999. Solomon, infatti, è di nazionalità israeliana e nel recente passato si è espresso a più riprese a favore dell'attività del governo di Netanyahu, in merito al genocidio di Gaza. "L'esplosione dell'ospedale di Gaza è senza dubbio colpa del lancio fallito di un razzo da parte della Jihad islamica. Uccidono il loro stesso popolo e danno la colpa a Israele", una delle storie social più contestate dal fronte pro-Palestina e contro la guerra.
Le posizioni politiche di Solomon gli hanno già creato problemi in Spagna, al Villarreal, dove ha militato negli scorsi mesi in prestito dal Tottenham. In occasione di alcune partite (come quella contro il Siviglia), il giocatore è stato fortemente fischiato e contestato dalla tifoseria iberica. Lo stesso potrebbe succedere anche a Firenze, dove diversi tifosi fiorentini stanno criticando la scelta della società viola di portare alla Fiorentina (e in Italia) il giocatore: diverse pagine di tifosi hanno infatti annunciato proteste in merito (come mancate esultanze in caso di suoi gol, o la scelta di non postare sue foto a differenza degli altri giocatori gigliati).
Non solo i tifosi: l'acquisto di Solomon ha scatenato anche il dibattito politico. Lo ha innescato Jacopo Madau, Assessore alla cultura, lavoro e politiche giovanili di Sesto Fiorentino. «NON SEI IL BENVENUTO A FIRENZE», ha scritto in un post Madau. «È stato appena ufficializzato l'arrivo del calciatore israeliano Solomon alla Fiorentina. Ultimi o non ultimi, chi non ha mai nascosto il proprio sostegno alle politiche genocidarie di Netanyahu non è il benvenuto a Firenze e può rappresentare la nostra città e la Fiorentina». L'Assessore ha poi aggiunto, in risposta ai commenti social: «Verremo fischiati in ogni campo anche solo per la presenza di un sionista, anche sportivamente è una mossa stupidissima. La politica è mischiata con tutto. La scelta di fare fuori (giustamente) la Russia dalle competizioni sportive e di non muovere un dito contro Israele (nonostante i crimini di guerra) è estremamente politica. Come quella di Solomon di non dire niente contro un genocidio. Lo sport ha senso se trasmette anche valori ed etica. Ci sono post e dichiarazioni in cui difende l'operato del governo giustificando le azioni militari con il diritto di Israele a difendersi. Poi, al di là di post e dichiarazioni, per quanto mi riguarda anche semplicemente il silenzio mentre il tuo stato uccide decine di migliaia di civili significa appoggiare il genocidio».
Poco dopo è arrivata la risposta del consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Draghi e del Capogruppo di Fratelli d’Italia a Sesto Fiorentino Stefano Mengato: «Essere cittadino israeliano non è una colpa. L’assessore Jacopo Madau, che ha espresso critiche territoriali, sul calciatore acquistato dalla Fiorentina Manor Salomon pensi ai problemi di Sesto Fiorentino. Sull’aeroporto possiamo pensarla diversamente ma non litighiamo sulla Fiorentina dove, in questo momento, serve solo unità per salvarsi. Che colpa potrà mai avere un ragazzo di 26 anni sul genocidio a Gaza? La guerra divide, lo sport, invece, unisce. E questo lo dovrebbe sapere anche l’assessore alla cultura di Sesto Fiorentino. Un benvenuto alla Fiorentina a Salomon ed a tutti coloro che arriveranno nel mercato di Gennaio».
Alberto Locchi (Capogruppo Forza Italia a Firenze) ha commentato: «Salutiamo con affetto Solomon come nuovo giocatore viola come abbiamo sempre fatto nei decenni con tutti i nuovi arrivati nella nostra squadra. Chi vuol mischiare la politica col calcio lo fa solo a scopo strumentali. Tanti sono i giocatori di calcio che, nella nostra storia, non hanno avuto problemi ad esternare le loro ideologie ma la casacca viola, se indossata con orgoglio e se a fine partita è intrisa di sudore, deve piallare ogni ideologia. Questo è il calcio sennò è la fine!».
Così commenta il consigliere di Italia Viva – Casa Riformista Francesco Casini: «Le affermazioni dell’assessore Jacopo Madau sono gravi, incompatibili con il ruolo istituzionale che ricopre. Si sta parlando di un calciatore professionista, e va chiarito subito che qui non c’entra il calcio, non si discute di qualità tecniche o sportive: a questa persona viene di fatto attribuita un’unica “colpa”, quella di essere israeliano. Questo è un terreno pericolosissimo, che nulla ha a che fare con la pace, con il dialogo o con una critica legittima alle politiche di un governo».
«Se si accetta l’idea che una persona venga esclusa, delegittimata o dichiarata “non benvenuta” per la propria nazionalità o origine - prosegue Casini -, allora si apre la strada a una spirale di discriminazione che richiama pagine nere della nostra storia. È un antisionismo che rischia di trasformarsi in odio identitario e che le istituzioni non possono in alcun modo avallare. Il ripetersi di messaggi di questo tipo contribuisce ad alimentare un clima che normalizza l’intolleranza e rende sempre più sottile il confine tra critica politica e razzismo. È un rischio che come società democratica dobbiamo respingere con forza, soprattutto in un momento storico così delicato. Chi rappresenta le istituzioni ha il dovere di misurare le parole e di promuovere rispetto, non esclusione. Per questo ritengo che dichiarazioni di questo tenore siano politicamente e istituzionalmente inaccettabili. La ricerca di facile visibilità o consenso non può mai giustificare affermazioni che colpiscono i principi fondamentali di convivenza civile su cui si fonda la nostra Repubblica».
Questo il commento del consigliere del Gruppo Misto – Noi Moderati Luca Santarelli: «Preoccupa questa politica che manifesta antisemistimo con una semplicità disarmante, senza rendersi conto che quello che viene espresso non è un messaggio politico contro un Governo, ma un attacco ad una persona fatta di carne ed ossa. Ma chi parla così, chi chiede di bandire i farmaci prodotti in Israele, chi chiede di sospendere ogni rapporto con l’imprenditoria, la cultura e lo sport di Israele ha studiato il nazismo? Sa cosa sia stato?
In conclusione, se confermate, queste parole di critica territoriale nei confronti del nuovo acquisto della Fiorentina Manor Salomon, da parte dell’assessore alla cultura devono essere condannate ed auspico che il Sindaco di Sesto Fiorentino gli ritiri le deleghe».



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