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Simeone, un nome per ripartire: carattere, talento e gol

IL problema è ricostruire un gruppo e ridare ai tifosi un gioco in cui credere, un’idea di ripartenza e, possibilmente, delle emozioni. Mentre Paulo Sousa in una intervista si paragona a Gesù, trascinandosi dietro commenti divertenti e irriverenti sui social, Cognigni e Corvino elaborano la loro strategia di mercato cercando di far coincidere il fair play e qualche idea intelligente e buona per rimettere in circolo un po’ di entusiasmo.

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La Fiorentina si è fatta avanti col Genoa per Giovanni Simeone. Ha meno esperienza ma ha segnato dodici reti, tre in meno di Kalinic. Ha soli ventidue anni e ha un carattere forte, la garra del puntero, insomma.

Si parla di un’offerta di questo tipo: prestito oneroso con riscatto obbligatorio fissato quindici milioni.

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Ora si aspetta la risposta di Preziosi, partendo da una buona notizia, per la Fiorentina: il giocatore è in vendita, tanto che nei giorni scorsi il presidente del Genoa, che starebbe cercando anche acquirenti per cedere la società, ha provato a trattarlo con il Milan, chiedendo in cambio Lapadula e soldi.

Poi lo avrebbe offerto anche a Lotito, restando in posizione di attesa. Ma se la Fiorentina mette sul piatto quindici milioni garantiti a fine stagione, ci sta che la trattativa possa diventare una cosa seria.

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Il Cholito ha un ingaggio relativamente basso (500 mila euro) e questo permetterebbe a Cognigni di preparare un contratto in linea con i propri desideri, quindi non molto superiore al milione.

Insomma, l’idea c’è. E suona interessante. Simeone è un tipo tosto, bravo nel rubare il tempo ai difensori. La sua doppietta alla Juve ha esaltato i tifosi. Per questa ragione è stato paragonato a Inzaghi, uno magari non perfetto stilisticamente ma letale in area di rigore.

D’altra parte la Fiorentina ha bisogno di qualche nome capace di attirare l’attenzione, un acquisto che dia il senso della ripartenza intelligente.

È anche vero che Cognigni & Corvino sui figli di papà ci contano molto. Chiesa, Hagi, e poi Baroni e Sottil.

Insomma, il figlio di Diego Simeone, il tecnico dell’Atletico Madrid, si troverebbe in buona compagnia. Anche lui, come Federico Chiesa, è stato educato in famiglia a ragionare da professionista e a far leva sulla cultura del lavoro.

Ragazzi cresciuti bene che non si sono persi nella loro “fortuna” ma ne stanno approfittando per seguire la strada giusta. Insomma, Simeone jr. potrebbe essere un nome buono. Si attendono risposte.

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