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Simeone freme: non segna da 660 minuti. Lotta, si impegna tanto, ma deve ritrovare il gol

Come riporta il Corriere dello Sport Stadio, adesso è Simeone contro tutti. Per riprendersi il palcoscenico e spezzare quella maledizione dal gol che dura da 660 minuti, dal recupero della gara contro l’Inter, quando con il suo sinistro ha battuto Handanovic riacciuffando il pareggio in extremis.

E’ il capocannoniere della Fiorentina con 7 reti, ma la doppia cifra è ancora lontana, così come il sogno custodito gelosamente nel cassetto di superare il record di marcature dalla scorsa stagione, la sua prima in Italia (12 in A col Genoa).

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E’ il viola che tira più volte in porta: poco meno di un quinto dei tentativi verso la porta avversaria della squadra di Pioli arrivano proprio dal giovane argentino. Deve però trasformarsi in… tiratore scelto, affinando la mira.

E’ il macinatore del gioco, quello che punta a recuperare il pallone in ogni zona del campo, che corre come una trottola. Ben diverso dal centravanti statico che aspetta il pallone al centro dell’area avversaria. Ha costruito, fin qui, anche quattro assist.

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Perde fiato e a volte anche lucidità, arriva spessissimo ad un passo dal gol, salvo poi vedersi sbarrare la strada, dai portieri avversari e, una volta, anche dai legni della porta. Adesso vuole essere lui a riaccendere l’interruttore, stando ben attento a non trasformare questa astinenza in una condanna psicologica.

Un periodo altrettanto difficile lo ha già vissuto un anno fa col Genoa: dalla doppietta realizzata al Franchi contro la Fiorentina ha dovuto attendere quasi 800 minuti, fino alla rete segnata alla Lazio.

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La continuità realizzativa, fin qui, non è mai stata il suo punto forte. Sembrava aver imboccato la strada giusta tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018, con i due gol consecutivi a Milan e Inter, ma poi si è di nuovo inceppato qualcosa.

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