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Serve la Fiorentina versione-Atalanta. Tutti devono alzare il livello, allenatore compreso

Il 2024 in campionato è stato disastroso, restano le coppe: la squadra (magari inconsciamente) ha fatto la sua scelta

Dal 4° posto con 33 punti a fine 2023 dopo 18 giornate, ad un parziale di soli 11 punti in 14 giornate (una da recuperare) nel 2024 (peggio hanno fatto solo Sassuolo, Frosinone e Salernitana). Nella stagione scorsa, la squadra di Italiano alzò ritmo e qualità di gioco proprio nel girone di ritorno, conquistando l’ottavo posto, adesso è piombata in una situazione difficile, ma non ancora irrecuperabile.

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Tutt’altro, scrive Il Corriere dello Sport - Stadio. LA SCELTA. La speranza per chi ama i colori viola è che la Fiorentina, più o meno inconsciamente, abbia fatto una scelta: le coppe al primo posto, il campionato dopo, molto dopo.

Forse non è un caso che l’ultima partita giocata come Dio del calcio comanda è la semifinale d’andata di Coppa Italia contro l’Atalanta. L’unico rammarico per Italiano il risultato, solo 1-0 quando la sua squadra avrebbe meritato un vantaggio ben più ampio.

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Aveva messo sotto un avversario che una settimana dopo avrebbe sepolto di gol il Liverpool ad Anfield Road. Poi però è arrivato il tristissimo 0-0 di Plzen e allora si ricomincia daccapo. COME CON L'ATALANTA. Per rendere questa stagione elettrizzante come quella passata, conclusa con due finali, gli alti e bassi della Fiorentina devono finire qui.

O meglio, a questo punto i bassi siano lasciati al campionato e gli alti siano riservati alle coppe. In sei giorni ha la possibilità di risolvere il proprio disagio attuale (solo un gol segnato nelle ultime tre partite ufficiali, fra Juventus, Viktoria e Genoa) e trasformarlo in entusiasmo.

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Ora le coppe sono tutto, ma per arrivare fino in fondo c’è bisogno di una sveglia al Viola Park. La Fiorentina ce la può fare solo se riesce a ripetere domani col Viktoria e poi mercoledì a Bergamo la stessa partita dell’andata con l’Atalanta.

ALZARE IL LIVELLO. Tutti insieme devono alzare il livello di squadra, inteso come fiducia, energia, gioco, a cominciare dall’allenatore che deve trovare soluzioni convincenti alle difficoltà attuali. Contro il Genoa ha tolto nel finale il miglior giocatore (di sicuro il più creativo), ovvero Bonaventura, per far entrare Milenkovic e schierare la difesa a tre, ecco quella mossa non aveva un bel colore, non portava a crederci fino in fondo ma ad accontentarsi del pareggio.

Deve svegliarsi Belotti, perché è vero che con lui in campo la Fiorentina ora gioca in undici (con Nzola non sempre accadeva), ma continua a giocare senza centravanti, senza chi la butta dentro. Devono darsi una mossa dietro.

Deve tornare alla quota tecnica del girone d’andata un giocatore come Arthur che da un paio di mesi sembra disperso. Devono trovare il modo di portare un contributo gli esterni: Ikoné ha finalmente segnato, ma tolto il gol contro il Genoa non si è mai visto al pari di Sottil.

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