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Serie A: se non riparte niente scudetto. Ma ci saranno le retrocessioni

Nel caso il campionato non ripartisse il titolo non verrebbe assegnato, ma almeno due squadre retrocederebbero

Promozioni e retrocessioni sì, scudetto verso il no. La Federcalcio continua a lavorare con il fermo proposito di concludere la stagione. Lo scrive il Corriere dello Sport-Stadio. E, in questo senso, Gravina ha apprezzato sia le parole di Spadafora sia quelle di Dal Pino, utili anche per abbassare i toni.

Tuttavia, tra i tempi stretti e le poche certezze, occorre farsi trovare preparati qualora il Governo dovesse decidere per lo stop definitivo dell’attività. Se ne parlerà in maniera più approfondita in occasione del Consiglio federale dell’8 maggio, ma senza che si arrivi ad approvare una linea di comportamento.

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Farlo con tanto anticipo, infatti, e senza ancora sapere cosa accadrà, lancerebbe un segnale negativo a tutto il sistema. Al momento, comunque, si possono già registrare i primi orientamenti. Se i campionati non dovessero più riprendere, servirà comunque stabilire i verdetti necessari per l’avvio della nuova stagione.

Il nodo fondamentale riguarda le promozioni e le retrocessioni tra le varie categorie. Ebbene, l’idea di Gravina è di mantenere assolutamente il meccanismo, tutt’al più riducendo il numero delle squadre. Ad esempio, i “travasi” tra serie A e B dovrebbero scendere da 3 a 2.

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In ogni caso, però, non ci saranno tornei allargati. Vale a dire che il massimo campionato dovrà restare a 20, non passare a 22. Difficile scongiurare il pericolo dei ricorsi. Ma Gravina ha tutte le intenzioni di procedere su questa strada.

L’unico verdetto, o meglio titolo, che con ogni probabilità non verrebbe assegnato è lo scudetto. Non è fondamentale, nel senso che non incide sulla nuova stagione, ragion per cui eventualmente sarà in fondo alla scaletta delle decisioni da prendere.

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Tuttavia, prima di tirare giù la saracinesca, ci sarebbe un’ultima alternativa. La Federcalcio sarebbe già pronta a valutare anche altri scenari, ovvero scavallare oltre il 2 agosto. E Gravina, nelle scorse settimane, prima della decisione dell’Uefa, aveva già immaginato di ricominciare a settembre.

Tanto vale dunque tenere conto anche di questa eventualità.

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