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Segnale cerca(va)si. La calma piatta alimenta solamente l’indifferenza

Colpa dei giocatori? Colpa di Sousa? Colpa della società? Colpa di chi ha fatto il mercato? La torta delle responsabilità ognuno la può dividere come più gli piace e come meglio crede. Ciò che rimane dopo il ko di Palermo è un cumulo di macerie ed un ambiente ormai sfinito da un andazzo che da tempo viaggia su questa falsariga.

Ed un’altra cosa che rimane dopo l’inaccettabile prova del Barbera è la totale immobilità della società gigliata. Nessuna decisione presa dai vertici. In un senso o nell’altro. Calma piatta.

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Niente ritiro, niente esonero dell’allenatore.

Niente di niente. Quasi come se chi sta ai vertici di questa società non avesse ben capito cosa sta accadendo e/o cosa ha portato alla situazione attuale. Perché se il ko di Palermo è arrivato perché la squadra non ha reso al massimo o non ha più voglia si manda in ritiro punitivo da subito.

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Se la squadra non è più con l’allenatore si manda in ritiro lo stesso. Se l’allenatore ha preparato male la gara e non ha più voglia di tirare fuori il massimo da questo gruppo si esonera.

Una decisione che fosse una era ciò che serviva dopo la sconfitta umiliante del Barbera.

Quantomeno per far vedere che la Fiorentina intesa come società c’è. Ed invece calma piatta. Le parole di Cognigni a La Nazione e quelle di Corvino a Sky non vanno a fare altro che alimentare una sensazione di immobilismo e attesa del finale di stagione come se nulla fosse.

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Per l’impossibilità di fare qualcosa. Perché altri, con grande probabilità, si sarebbero presentati alle 8 l’indomani della partita di Palermo con conseguente convocazione di tutti in sede per capire cosa fosse successo al Barbera.

Lo ha fatto l'Inter, spedendo tutti in ritiro. Lo sta facendo Preziosi che ha tuonato: "fino a salvezza non raggiunta nessun giocatore vedrà più le famiglie".

Segnale cerca(va)si. Ma ormai non arrivato. E la calma piatta non fa altro che alimentare indifferenza in una tifoseria che non vede l’ora che questa stagione finisca.

Come, a molti, neanche interessa più.

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