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Se non si gioca a maggio la Serie A può saltare: a Pasqua nuovo aggiornamento

C'è l'ipotesi di ripresa a giugno, con le coppe europee da metà luglio. Ma si andrebbe ad influenzare la stagione successiva.

A stabilire se sarà possibile tornare in campo saranno le condizioni sanitarie. Sono i numeri di un’emergenza che cresce ad avere spaventato club e Lega, inizialmente ottimisti sulla ripresa del torneo. Ora l’umore è decisamente più cupo e la prudenza è imposta dalle ultime notizie.

Se gli effetti del virus saranno finalmente contenuti si potrà tornare a parlare di date, allenamenti, e ritorno in campo, argomenti che nella riunione a distanza di ieri nessuno ha sollevato. Se entro Pasqua ci saranno notizie migliori si tornerà al primo scenario: due settimane almeno per riattivare i muscoli e recuperare la condizioni e nuovo start del campionato a maggio, più facile tra il 9 e il 16, con una distribuzione dei turni ancora da definire nel dettaglio ma fattibile.

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Così scrive La Gazzetta dello Sport. RIPARTIRE A GIUGNO. Se invece, al contrario, si rendesse necessario per la salute prolungare i divieti attuali fino a fine aprile o oltre, il tempo per la ripresa difficilmente permetterebbe la conclusione delle competizioni.

Anche nel caso, avallato ieri dall’Uefa, di dare priorità ai campionati nazionali rispetto alle coppe: una soluzione che permetterebbe alla Serie A e agli altri tornei europei di riprendere addirittura a giugnoper chiudere entro la prima metà di luglio, con la seconda metà dedicata alle coppe europee.

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Ma è un calendario strettissimo e che andrebbe poi a influenzare anche la stagione successiva. NON FINIRE IL CAMPIONATO. In caso di stop la possibilità più verosimile resta quindi la cristallizzazione dell’attuale classifica, la non assegnazione del titolo, le retrocessioni bloccate: due club salirebbero dalla B per una Serie A 2021-2022 che diventerebbe a 22 squadre, da ridurre a 20 nella stagione ancora successiva.

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Chiudere qui è una prospettiva che per almeno la metà dei club non sarebbe così rovinosa: riprendere un campionato senza più obiettivi di classifica diventerebbe una possibilità da sostenere senza troppa energia. Al contrario di chi invece resta impegnato nella corsa alla Champions e soprattutto di chi ancora ha ambizioni scudetto, come la Lazio.

«So che Lotito mi odierà ma per me il campionato finisce qui», ha spiegato Ferrero, presidente Samp, a Radio Radio. Il discorso sulla sospensione degli stipendi si inserisce anche in questo contesto: più lunga sarà la fase di inattività, più consistente potrebbe essere il risparmio finale.

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