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Sanchez: "Mi trovo stupendamente a Firenze. A Genova con una mentalità positiva"

Il colombiano della Fiorentina Carlos Sanchez ha parlato oggi ai microfoni del Pentasport su Radio Bruno Toscana. Ecco le sue parole: "Mi sento stupendamente a Firenze. Il tempo è passato in fretta, ma qui mi sento benissimo dal primo giorno.

Io sto bene e la mia famiglia pure, tutto è perfetto".

Il clima non è idilliaco nonostante le tre vittorie consecutive. "È normale, i tifosi vorrebbero sempre vedere vincere la propria squadra. Noi ci proviamo, lavoriamo per questo anche se sappiamo che non è facile.

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Nelle ultime tre partite siamo riusciti sempre a vincere, non è stato semplice, perciò la nostra idea è quella di continuare così. Alla fine vedremo dove saremo arrivati".

Nella Fiorentina, visti i risultati, nell'ultimo mese è cambiato qualcosa?

“Non è cambiato niente. Noi quando lavoriamo in una cosa ci crediamo fino in fondo. Serve anche un po’ di fortuna, che all’inizio non abbiamo avuto. Speriamo di continuare così e vincere la prossima partita”.

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A Genova domenica nella Sampdoria non ci sarà Muriel...

“Lo conosco bene, un mio compagno in nazionale è un giocatore importante per la Sampdoria. Noi dobbiamo rimanere concentrati e andare a Genova con una mentalità positiva”.

La Sampdoria nell’ultima giornata ha battuto l’Inter, nella lotta per l’Europa League è più semplice rimontare il Milan, l’Inter o l’Atalanta?

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“Io sono concentrato a vincere partita dopo partita anche se ogni gara è sempre diversa dall’altra. Noi dobbiamo solo avere addosso la pressione di vincere le partite e pensare di fare bene per centrare l’obiettivo”.

Si definirebbe centrocampista o difensore?

"Mi definirei semplicemente un calciatore che può giocare in più posizioni (ride, ndr). Sono un giocatore che si mette a disposizione della squadra. L'ho detto sempre, il Mister lo sa, io sono a disposizione, dove la squadra ha bisogno di me io sono lì".

Da difensore ha avuto problemi contro attaccanti rapidi, ad esempio Mertens...

"Ogni partita ti mette davanti giocatori con diverse qualità, e ogni avversario cerca di vincere ogni duello nel corso dei novanta minuti. In generale credo di aver dato il mio apporto, offrendo un rendimento positivo, poi è chiaro che in qualche partita posso aver sofferto maggiormente".

Paulo Sousa se ne andrà a fine stagione, come vivete nello spogliatoio questa situazione?

"Non so cosa succederà, ma quel che vedo è un tecnico che sta al 100% con noi. Lavora quotidianamente su ogni dettaglio affinché la squadra possa vincere tutte le partite. Questa è  la cosa più importante. Poi vedremo cosa ci riserverà il futuro".

È stato Sousa a reinventarla difensore, in questo modo hai rubato il posto a Tomovic e Salcedo.

"Nel calcio non si può parlare di rubare. Siamo tutti nella stessa condizione, tutti vogliamo giocare e ognuno come calciatore deve fare di tutto per ritagliarsi maggiore spazio. In allenamento come in partita bisogna esserci sempre con la testa per mettere in difficoltà l'allenatore.

Io mi alleno come se fosse sempre l'ultimo allenamento, con la gioia e l'allegria di fare questo lavoro, poi le decisioni le prende l'allenatore. Il rapporto con i miei compagni di squadra è ottimo ed è rimasto lo stesso da quando sono arrivato a Firenze".

La Premier League è il campionato più bello del mondo?

"Per come è strutturato è il campionato numero uno. Però non è il mio calcio preferito. La favola del Leicester qui in Italia è molto difficile, proprio perché è un campionato diverso"

Il look? "Ogni tanto cambio, ma questo è il mio look definitivo: afro.

Le treccine le uso anche per fare crescere i capelli, e poi a casa non sono piaciute"

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