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Rui Costa: "Con Firenze storia d'amore che non finirà mai. Sarei rimasto in viola, ma..."

Il grande ex della Fiorentina parla del suo periodo in viola con parole al miele nei confronti della città e non solo

Manuel Rui Costa, grande ex viola, parla a Maisfutbol tornando sull'addio alla Fiorentina: "Nel 2000 arriva il primo segnale dei problemi, ovvero la partenza di Batistuta, per una squadra che era in grado di competere in Serie A.

Toldo è partito l'anno successivo, per far sopravvivere la Fiorentina un altro anno. Poi ci fu la debacle. Ma la storia d'amore non è finita e non finirà mai, sono stati 7 anni di qualcosa che ancora non riesco a spiegare in termini sentimentali.

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Quello che la città mi ha dato, il modo in cui sono stato ricevuto, è davvero una storia d'amore, da parte di un club che rappresenta una città che è molto appassionata di calcio, con buoni giocatori, e che in quei sette anni mi ha dato tutto.

È vero che in seguito il Milan, come club, mi ha dato esattamente le stesse cose della Fiorentina. Ma Firenze ha la particolarità di essere stata la mia prima destinazione, fuori dal Portogallo: ero ancora un ragazzo in cerca di un sogno, senza sapere cosa avrebbe trovato".

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SERIE A. La Serie A era il miglior campionato del mondo: "Nel 1994, nonostante le mie ambizioni e la mia fiducia, avevo paura di non potermi imporre in un campionato che aveva una serie impressionante dei migliori giocatori del mondo.

Era raro per il Pallone d'Oro non andasse in Italia in quegli anni. Era un sogno, e ciò che Firenze mi ha dato - parlo molto di Fiorentina, ma mi piace ancor di più parlare della città - mi ha fatto diventare un giocatore e un uomo".

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TITOLI. "Mancavano altri titoli oltre alle due Coppe Italia e alla Supercoppa, è vero. Non posso nascondere che volevo giocare in un club in cui avrei potuto lottare per la Champions League, come è successo a Milano. Ma sono convinto che se la Fiorentina non fosse caduta nella sfortuna in cui è finita, avrei potuto finire la mia carriera a Firenze.

Nel 2000, quando Batistuta se ne andò, ci fu un allarme sui problemi finanziari. Il mercato fu differente, per fortuna ci fu Nuno Gomes al posto di Batistuta. Per me è stato uno stimolo in più. Per la prima volta avevo un compagno di squadra portoghese in Italia.

Quell'anno abbiamo poi vinto la Coppa Italia".

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